archivio Mensile agosto 2018

Olio: un composto delicato

L’olio è un liquido particolarmente importante per le sue applicazioni che sono certamente nell’industria alimentare, ma non solo. Ed è un composto molto delicato: la sua capacità di assorbire sostanze chimiche, odori e sapori è davvero enorme e deve essere una priorità per i produttori di tubi, per i frantoi e per le aziende il poter tutelare gli olii extravergine prodotti in un territorio, come quello italiano, votato all’eccellenza. Olii diversi, minerali o idraulici, sono basilari per la trasmissione di potenza in impianti siderurgici, ove vengono impiegati ad alta o altissima pressione. Per motivi differenti, allora, i tubi di gomma destinati all’olio devono avere caratteristiche qualitative di notevole livello.

Tubi di gomma per l’olio d’oliva

Per ciò che concerne il trasporto e la lavorazione dell’olio di oliva, la normativa di riferimento è costituita principalmente dai regolamenti europei CE 1935/04, avente ad oggetto i materiali a contatto con gli alimenti, e CE 2023/06 sulle buone pratiche di fabbricazione. Per i tubi di gomma per olio, è fondamentale, ai fini della sicurezza, che siano privi di ftalati, composti chimici che vengono normalmente usati come agenti plastificanti e che potrebbero disperdersi nel liquido. Le condotte hanno a rinforzo una treccia di acciaio, dato che l’olio raggiunge una pressione di circa 10 bar.

Tubi di gomma per olio idraulico

Gli impianti industriali, ma anche le macchine agricole, sfruttano spesso la trasmissione di forza spingendo l’olio idraulico ad altissima pressione. I tubi di gomma maggiormente utilizzati sono gli spiralati o, molto più comunemente, quelli trecciati: alla base della preferenza di questi ultimi vi è senza dubbio la maggiore flessibilità della conduttura. I tubi industriali lavorano in condizioni particolari, con olio che ha un range termico compreso tra i -40°C ed i +135°C ed occorre, pertanto, che garantiscano resistenza, affidabilità, sicurezza e longevità: molti tubi di gomma per olio montano anche più di una di trecce d’acciaio per adempiere a tali standard qualitativi.

La ruota di gomma per antonomasia: il pneumatico

Quando si pensa alle ruote di gomma, il pensiero non può non andare immediatamente ai pneumatici delle automobili, ovvero al copertone, la parte esterna della ruota, quella che è a contatto con il manto stradale e che, anche tramite il battistrada, garantisce l’aderenza del veicolo alla superficie. Il compito principale delle ruote di gomma, infatti, non è solo quello di sostenere la struttura, permettendone un agevole spostamento: caratteristica altrettanto importante, infatti, è la capacità di assorbire le vibrazioni ed al contempo saper resistere agli urti di una superficie che raramente è perfettamente omogenea. Ma le ruote di gomma non trovano applicazione solo nel settore automobilistico ed oggi troviamo tante tipologie diverse montate sotto carrelli, ponteggi o macchinari industriali di grandi dimensioni.

Tipologie di ruote di gomma

Lo sviluppo della ricerca di soluzioni sempre più performanti e che potessero soddisfare le richieste del mercato hanno portato ad una varietà di tipologie delle ruote di gomma ed oggi, accanto ai pneumatici con camera d’aria, si sono affiancati i tubeless. Per ciò che concerne gli NPT, ovvero i Non-Pneumatic Tires, vi sono le ruote in gomma piena e gli autoportanti, che constano di particolari forature per alleggerirne il peso e per permettere una maggiore flessibilità.

Criteri di scelta per le ruote di gomma

Scegliere tra le tante offerte delle ruote di gomma non è semplice: ruote con cuscinetto, orientabili, con fermo, con il disco in acciaio, in materiale termoplastico o in alluminio? Il più opportuno criterio discriminante è senza dubbio la destinazione d’uso: è indispensabile, infatti, valutare il peso che le ruote di gomma dovranno sostenere e le condizioni del suolo al quale dovranno aderire. Naturalmente a tali parametri andranno aggiunti altri fattori, quali la temperatura, l’umidità, la presenza di agenti chimici, la scorrevolezza. Importante, infine, è che le ruote di gomma scelte garantiscano resistenza all’usura e permettano una buona manovrabilità del carrello.

Tubi per aria: un universo vastissimo

Incanalare l’aria e sfruttarne le potenzialità in termini di forza, attraverso l’aria compressa, ma anche convogliare i fumi di scarico di una cucina in un ristorante o, ancora, creare delle condotte di aspirazione: l’impiego dei tubi per aria, in una piccola azienda come in un grande stabilimento industriale, è indispensabile ed occorre sapere scegliere il materiale più consono all’utilizzo ed alle esigenze particolari, dal momento che la scelta è ampia tra alluminio, poliestere, gomma, poliuretano, poliammide. Se, infatti, esistono tubi diversi per componenti, diametro, portata e resistenza alle temperature, ci si può avvalere della qualificata consulenza delle aziende produttrici, il cui personale porrà a frutto la propria competenza e la propria esperienza.

Aria compressa

Fondamentale tanto ad un gommista o un meccanico, quanto ad un hobbista o a grandi impianti di produzione industriale, l’aria compressa è una risorsa preziosa e potenzialmente infinita: immagazzinata in appositi serbatoi e spinta a pressione, solitamente per un valore non superiore ai 20 bar, in una serie di tubi, l’aria aziona una serie di utensili, dal martello pneumatico all’avvitatore, fornendo notevole forza. Ma non solo. Gli utilizzi sono molto vasti e spaziano dal campo delle sospensioni all’industria aeronautica, dalla produzione di armi sportive all’ambito medicale.

Tubi per aria compressa

I tubi per l’aria compressa si contraddistinguono anzitutto per la qualità della superficie della camera interna, che deve garantire un basso indice di attrito al passaggio dell’aria.  I materiali maggiormente utilizzati per la produzione dei tubi per aria sono il polietilene ed il rilsan. Interessante è la proposta dell’azienda veneta Mediatec che propone un tubo in poliuretano antiabrasivo, dotato di rinforzo in fibra di poliestere: grazie alla qualità del prodotto, questo particolare tubo per aria è capace di sopportare temperature che oscillano da -35°C a +80 °C; e ciò senza sacrificare la flessibilità, condizione necessaria per tubi che richiedono di essere facilmente spostati.

Materiali trasparenti: vetro e materie plastiche

Spesso impiegate per la realizzazione di complementi d’arredo, le lastre di plastica trasparente costituiscono oggi una valida alternativa al vetro. La ragione di tale successo è davvero intuitiva: senza sacrificare luminosità e limpidezza, infatti, le materie plastiche permettono una maggiore versatilità, rendendo più agevole la lavorazione per creare motivi ondulati o curve o piccola e grande oggettistica, come ad esempio quadri o i “case” per i dispositivi elettronici. Le lastre di plastica trasparente trovano anche un campo applicativo nella di mensole, tavoli, finestre o quadri in virtù della capacità dei materiali di resistere maggiormente agli urti rispetto al vetro; tuttavia esse presentano il notevole svantaggio di avere la tendenza a graffiarsi molto facilmente.

Plexiglass e policarbonato

Il materiale plastico più famoso ed impiegato dalle aziende produttrici per la realizzazione delle lastre di plastica totalmente trasparente è il polimetilmetacrilato, conosciuto con il suo acronimo PMMA e reso celebre con la nomenclatura di Plexiglass che, nonostante sia un marchio registrato, oggi è diventato di uno comune. Tale particolare plastica rigida, disponibile in diversi spessori, permette il taglio e l’assemblaggio in composizioni complesse, e presenta un alto grado di trasparenza che non viene inficiata con l’esposizione diretta alla luce del sole o all’azione degli agenti atmosferici: è, pertanto, adatta anche ad un uso esterno. Il PMMA non è il solo materiale utilizzabile per le lastre trasparenti: anche il versatile PVC o il resistente policarbonato vengono impiegati per realizzare pannelli; in particolare con quest’ultimo materiale è possibile reperire sul mercato delle lastre con struttura alveolare.

Produzione di lastre di plastica trasparente

Mediatec SRL, azienda leader nella produzione di materiali plastici, offre alla propria clientela una vasta scelta di lastre trasparenti, lisce o alveolari, caratterizzando le proprie proposte per qualità e completezza: per la realizzazione di tende piatte in PVC trasparente, ad esempio, Mediatec fornisce il piatto già assemblato, pronto al montaggio.

 

Pregi delle tubazioni in PVC

I pavimenti di quasi tutti gli ambienti, dall’edilizia civile a quella scolastica, dal settore industriale agli studi professionali, per non parlare del sottosuolo delle vie urbane, sono attraversati da complicate reti di tubazioni sotterranee. È dunque facilmente intuibile come occorra un materiale plastico capace di sopportare pesi notevoli e che possa offrire l’affidabilità e la sicurezza necessaria all’installazione di un impianto sottotraccia. Le tubazioni in PVC rigido sono, ad oggi, la scelta preferita dagli impiantisti per via dei costi, del minor peso rispetto a condutture analoghe in altro materiale, della semplicità di alloggio e di assemblaggio, della stabilità chimica del materiale e della longevità.

Rigidità del PVC e connessioni tra i tubi

La principale caratteristica delle tubazioni in PVC è senza alcun dubbio l’elevata rigidità che, se da un lato rappresenta un notevole pregio per le installazioni interrate, dall’altro costituisce anche un limite per la posa in opera. Per incontrare le esigenze che dovessero presentarsi, i produttori forniscono curve ed innesti: le connessioni sono realizzate a bicchiere ed i tubi non si saldano a caldo, dal momento che in presenza di alte temperature il cloro contenuto nel PVC si volatilizza; esistono, infatti, dei mastici a freddo che vulcanizzano i vari pezzi, fondendo le superfici degli elementi con un adesivo solvente.

Il PVC a contatto con il calore

Largamente utilizzati per gli scarichi, con i classici elementi arancioni, in tali particolari tubazioni il PVC è additivato con uno stabilizzante organico: le acque che vi scorrono non hanno alcun tipo di reazione, anche se per liquidi con temperatura elevata la permanenza nel tubo non dovrebbe essere mai superiore ai sessanta secondi. In base ai diversi usi il cloruro di polivinile è lavorato diversamente ed è così possibile reperire sul mercato tubazioni in PVC ad alta pressione o corrugato e reso flessibile con l’aggiunta di materie plastificanti.