Materiali trasparenti: vetro e materie plastiche

Spesso impiegate per la realizzazione di complementi d’arredo, le lastre di plastica trasparente costituiscono oggi una valida alternativa al vetro. La ragione di tale successo è davvero intuitiva: senza sacrificare luminosità e limpidezza, infatti, le materie plastiche permettono una maggiore versatilità, rendendo più agevole la lavorazione per creare motivi ondulati o curve o piccola e grande oggettistica, come ad esempio quadri o i “case” per i dispositivi elettronici. Le lastre di plastica trasparente trovano anche un campo applicativo nella di mensole, tavoli, finestre o quadri in virtù della capacità dei materiali di resistere maggiormente agli urti rispetto al vetro; tuttavia esse presentano il notevole svantaggio di avere la tendenza a graffiarsi molto facilmente.

Plexiglass e policarbonato

Il materiale plastico più famoso ed impiegato dalle aziende produttrici per la realizzazione delle lastre di plastica totalmente trasparente è il polimetilmetacrilato, conosciuto con il suo acronimo PMMA e reso celebre con la nomenclatura di Plexiglass che, nonostante sia un marchio registrato, oggi è diventato di uno comune. Tale particolare plastica rigida, disponibile in diversi spessori, permette il taglio e l’assemblaggio in composizioni complesse, e presenta un alto grado di trasparenza che non viene inficiata con l’esposizione diretta alla luce del sole o all’azione degli agenti atmosferici: è, pertanto, adatta anche ad un uso esterno. Il PMMA non è il solo materiale utilizzabile per le lastre trasparenti: anche il versatile PVC o il resistente policarbonato vengono impiegati per realizzare pannelli; in particolare con quest’ultimo materiale è possibile reperire sul mercato delle lastre con struttura alveolare.

Produzione di lastre di plastica trasparente

Mediatec SRL, azienda leader nella produzione di materiali plastici, offre alla propria clientela una vasta scelta di lastre trasparenti, lisce o alveolari, caratterizzando le proprie proposte per qualità e completezza: per la realizzazione di tende piatte in PVC trasparente, ad esempio, Mediatec fornisce il piatto già assemblato, pronto al montaggio.

 

Pregi delle tubazioni in PVC

I pavimenti di quasi tutti gli ambienti, dall’edilizia civile a quella scolastica, dal settore industriale agli studi professionali, per non parlare del sottosuolo delle vie urbane, sono attraversati da complicate reti di tubazioni sotterranee. È dunque facilmente intuibile come occorra un materiale plastico capace di sopportare pesi notevoli e che possa offrire l’affidabilità e la sicurezza necessaria all’installazione di un impianto sottotraccia. Le tubazioni in PVC rigido sono, ad oggi, la scelta preferita dagli impiantisti per via dei costi, del minor peso rispetto a condutture analoghe in altro materiale, della semplicità di alloggio e di assemblaggio, della stabilità chimica del materiale e della longevità.

Rigidità del PVC e connessioni tra i tubi

La principale caratteristica delle tubazioni in PVC è senza alcun dubbio l’elevata rigidità che, se da un lato rappresenta un notevole pregio per le installazioni interrate, dall’altro costituisce anche un limite per la posa in opera. Per incontrare le esigenze che dovessero presentarsi, i produttori forniscono curve ed innesti: le connessioni sono realizzate a bicchiere ed i tubi non si saldano a caldo, dal momento che in presenza di alte temperature il cloro contenuto nel PVC si volatilizza; esistono, infatti, dei mastici a freddo che vulcanizzano i vari pezzi, fondendo le superfici degli elementi con un adesivo solvente.

Il PVC a contatto con il calore

Largamente utilizzati per gli scarichi, con i classici elementi arancioni, in tali particolari tubazioni il PVC è additivato con uno stabilizzante organico: le acque che vi scorrono non hanno alcun tipo di reazione, anche se per liquidi con temperatura elevata la permanenza nel tubo non dovrebbe essere mai superiore ai sessanta secondi. In base ai diversi usi il cloruro di polivinile è lavorato diversamente ed è così possibile reperire sul mercato tubazioni in PVC ad alta pressione o corrugato e reso flessibile con l’aggiunta di materie plastificanti.

Prodotti petroliferi: pericoli e norme di sicurezza

Trattare i prodotti petroliferi richiede una particolare attenzione, non solo per la rigida normativa vigente, ma soprattutto per via dell’instabilità e per l’aggressività delle soluzioni; inoltre occorre particolar cura per garantire la maggior sicurezza possibile in quanto la fuoriuscita di liquidi, la frattura di una conduttura, il deterioramento incontrollato dei materiali potrebbero essere preludio a situazioni rischiose, soprattutto se associate allo scoppio di un incendio. Ricorrere a tubi appositamente studiati per l’aspirazione o la mandata di prodotti petroliferi, nella grande industria come nelle stazioni di servizio lungo le nostre strade, è così non solo un preciso obbligo di legge ma un doveroso investimento in termini di sicurezza.

I tubi per prodotti petroliferi

Molteplici sono le tipologie di tubi adatti al trasporto di prodotti petroliferi, anche in virtù dei diversi ambiti: condutture in acciaio con saldatura longitudinale o elicoidale trovano chiaramente largo uso nelle raffinerie, al contrario di tubi in gomma o in PVC con copertura in teflon, adatti al passaggio di diesel, kerosene o di prodotti petroliferi con contenuto di aromatici non superiore al 50%, che è possibile vedere impiantati nelle stazioni di servizio o nelle autocisterne. La varietà di tubi, tuttavia, non si limita alla casistica presentata: è possibile acquistare tubi flessibili ad alta pressione, in gomma estrusa o animati da una treccia metallica.

Standard qualitativi

I tubi appositamente realizzati per il trasporto di prodotti petroliferi, oltre ad essere resistenti all’usura, all’alta pressione, sufficientemente flessibili senza per questo correre il rischio di annodamenti o strozzature, devono possedere determinati requisiti qualitativi fissati da precise normative europee. In particolare gli standard del settore sono soddisfatti quando il prodotto consegue la certificazione EN 12115 del 2011, avente ad oggetto i tubi raccordati, e la EN 1761 del 2009, concernente le caratteristiche dei tubi atti al trasporto di idrocarburi con un esercizio massimo di dieci bar.

Requisiti di un impianto di aspirazione

Resistenza all’azione di solventi e alla tensione che potrebbe cagionare fessurazioni e lacerazioni, sicurezza e longevità sono le principali caratteristiche che dovrebbe avere un tubo spiralato destinato alla aspirazione di particelle polverose, di fumi o gas, di trucioli. Tali condotte, infatti, sono di solito sottoposte ad un forte stress meccanico dovuto a diverse componenti: oltre alla viscosità o alla granulosità del materiale aspirato, verso il quale il tubo deve opporre la giusta resistenza, vi è anche l’aggressività chimica di eventuali vapori o gas esausti, la pressione interna alla condotta, gli strappi ai quali potrebbe essere sottoposto, l’azione degli agenti atmosferici. Occorre avvalersi, dunque, di tubi di alta qualità, con standard certificati secondo le direttive della Comunità Europea.

Tubo spiralato per aspirazione

Il tubo spiralato si rivela essere una soluzione ottimale per gli impianti di aspirazione: l’anima di rinforzo interna più o meno grossa, che può essere in acciaio o altro materiale metallico così come in PVC antiurto, conferisce al tubo un’ottima capacità di resistere alle sollecitazioni; d’altro canto la particolare forma a spirale della condotta permette di aumentare la rigidità anulare del prodotto contro lo schiacciamento. Una condotta simile, in definitiva, risulta essere sicura ed affidabile.

Varietà di tubi per soddisfare le esigenze più disparate

La versatilità non è tra le qualità di un prodotto come il tubo spiralato per aspirazione, dal momento che la qualità varia in base all’utilizzo: è dunque importante leggere attentamente le caratteristiche del pezzo acquistato ed attenersi alle destinazioni di impiego. In commercio, infatti, è possibile trovare tubo spiralato per aspirazione di fumi ad alte temperature, magari dotato di doppio strato ed arricchito in fibra di vetro, ignifugo o autoestinguente; d’altro canto la resistenza che la parete interna dovrebbe offrire nel caso di impiego nel campo dell’agricoltura o dell’industria, con il passaggio di segature o grani, influenza la scelta della canna, liscia o ruvida.

 

Produzione guarnizioni in gomma

Guarnizioni di gomma su misura

Funzione delle guarnizioni in gomma

L’esperienza quotidiana spesso porta a doversi confrontare con il laceramento di alcune delle componenti di un macchinario che sono indubbiamente le più soggette ad usura: le guarnizioni in gomma. Funzione primaria di quelli che possono presentarsi come profili estrusi ma anche anelli o a sezione conica è quella di garantire la tenuta stagna di una conduttura o di un raccordo, onde evitare la fuoriuscita di acqua, di idrocarburi, di sostanze chimiche o di gas, in base a ciò che viaggia nei tubi. Avvalersi di aziende specializzate nella produzione di guarnizioni in gomma, capaci di offrire qualità del prodotto, esperienza e competenza, è allora basilare.

Guarnizioni in gomma: materiali e caratteristiche

Tenuto conto della varietà di prodotti che percorrono le condotte, la produzione delle guarnizioni si avvale di diverse materie plastiche capaci, con le loro caratteristiche dovute alla diversa composizione chimica, di offrire la resistenza richiesta. Tra i principali componenti vi è la gomma cloroprenica e quella nitrile, adatte per il passaggio di sostanze chimiche, olio, grassi ed idrocarburi; in particolare, la NBR è utilizzata nell’ingegneria aerospaziale per la capacità di sopportazione a temperature che variano da -40°C ad oltre i +100°C. Altre materie utilizzate per la produzione di guarnizioni in gomma sono l’SBR, che si contraddistingue per la resistenza al freddo, e l’EPDM, acronimo di Thylene Propylene Diene Monomer, indicato per il passaggio di acqua o vapore. Importante, al fine di valutare un buon prodotto, è comunque la certificazione ISO 9001, che fissa gli standard di riferimento con il Sistema di Gestione della Qualità.

Produzione delle guarnizioni in gomma

Le aziende che si occupano della produzione e commercializzazione di guarnizioni in gomma sono diverse ed in Veneto eccelle la Mediatec SRL: capace di fornire profili estrusi, guarnizioni in gomma compatta o espansa, su misura e semilavorati specifici, l’azienda offre un vasto campionario di prodotti per soddisfare le esigenze di una clientela esigente.

Tubo corrugato PVC

Tubo corrugato in PVC: un connubio perfetto

Largamente impiegato per gli usi più disparati, il tubo corrugato in PVC costituisce un connubio perfetto tra la versatilità offerta dal cloruro di polivinile e la robustezza data dalla particolare lavorazione del cavidotto. Il risultato è un tubo flessibile, resistente all’umidità, agli urti ed allo schiacciamento di carichi statici o dinamici, capace di creare una condotta sicura e solida: a queste doti si deve, principalmente, il successo di questo prodotto in campo edile, soprattutto per la realizzazione di cavidotti sotto traccia. Sia interrato che affogato nel muro o nel pavimento, il tubo corrugato in PVC è una scelta comoda, sicura, longeva e performante.

I principali pregi del PVC

Il cloruro di polivinile, conosciuto più semplicemente con l’acronimo PVC, è un materiale plastico dotato di una eccezionale durezza che, se miscelato in modo opportuno con alcuni additivi, diventa flessibile e, dunque, perfettamente utilizzabile per i cavidotti. E dato che l’edilizia civile così come quella industriale, venendo incontro alle specifiche esigenze dei committenti ed al gusto vigente, tende a nascondere i tanti impianti tecnologici che animano gli immobili, ricorrere al tubo corrugato in PVC sembra essere una scelta imposta: se da un lato la posa in opera risulta macchinosa per la necessità di opere murarie, dall’altro il cliente è ripagato dal senso estetico e dal risparmio di fastidiose condutture visibili che, tra l’altro, occupano anche spazio.

Tipologia di tubi corrugati in PVC

Numerose sono i diametri e le caratteristiche dei tubi corrugati in PVC: che siano a parete singola o doppia, infatti, a seconda della tipologia dei cavi da proteggere varia anche il colore. Convenzionalmente, il nero o il grigio vengono utilizzati per impianti elettrici, il tubo marrone per i sistemi di allarme, quello blu per la cavetteria dei citofoni, bianco per TV e dati e verde per i fili del telefono. I diversi diametri disponibili, a partire da 16 millimetri, soddisfano la maggior parte delle esigenze di mercato

Piedini gomma antivibranti

L’importante funzione dei piedini di gomma antivibranti

Quello che sembra essere un banale componente, trascurabile nell’economia di un macchinario complesso, atto solo a garantire la stabilità del dispositivo, a volte con l’esperienza si rivela essere indispensabile per permettere un funzionamento perfetto: stiamo parlando ovviamente dei piedini di gomma antivibranti, detti anche “smorzatori”. Tali supporti non sono solo importantissimi perché assolvono alla funzione di far aderire il corpo macchina al terreno o al pavimento offrendo un sufficiente attrito con la superficie, ma soprattutto per la capacità di limitare il propagarsi di onde meccaniche e vibrazioni che potrebbero inficiare, ad esempio, la qualità di resa di una stampante, di un utensile tipografico o di una pressa. Inoltre le ripetute oscillazioni potrebbero progressivamente portare a problemi gravi, fino all’indebolimento della stessa struttura.

Caratteristiche dei piedini in gomma antivibranti

Molteplici sono le forme dei piedini in gomma antivibranti, ma che siano cilindrici, a campana o conici la loro funzione rimane la stessa: garantire la maggior aderenza possibile, costituendo un basamento solido ma dotato al contempo dell’elasticità sufficiente ad assorbire le oscillazioni della macchina. La gomma è un materiale che permette alte prestazioni, adattabilità a diversi contesti e longevità: resistente ad olio ed agenti chimici, conserva inalterate nel tempo le proprie caratteristiche fisiche e meccaniche. Essendo sottoposti al peso di apparecchi non solo di piccole, ma anche di medie dimensioni, è fondamentale che i piedini siano realizzati con gomma di buona qualità ed appositamente studiati per l’utilizzo previsto.

Un buon ancoraggio al terreno

I piedini di gomma non assolvono alla importante funzione di isolare il macchinario dalle vibrazioni, ma permettono un posizionamento dell’apparecchio semplice, comodo ed immediato: la maggior parte, infatti, sono dotati di dispositivi per la regolazione dell’altezza. Inoltre, se da un lato la gomma offre una buona aderenza al pavimento, è possibile trovare in commercio anche piedini antivibranti dotati di piastrina per l’ancoraggio a terra.

Lavorazione materie plastiche conto terzi

Le materie plastiche e la sempre maggiore richiesta

Sotto la nomenclatura di materie plastiche oggi si intendono una vastità di materiali, diversi per caratteristiche chimiche, per resistenza, grado di ignifugazione, capacità di assorbire vibrazioni, durezza: resine, gomma, PVC, poliuretano, poliammide, ABS sono solo alcuni dei prodotti resi disponibili dalle aziende e sempre più richiesti dal mercato sotto forma di tubi, profilati, semilavorati e lastre. Pur tuttavia la crescente domanda ha indotto i produttori a permettere la lavorazione di materie plastiche conto terzi tramite, ad esempio, il processo di stampaggio: il risultato è un prodotto rispondente a precise richieste del cliente in termini di forma, qualità dei materiali e quantità.

Criteri di scelta di una azienda che offre una lavorazione conto terzi

La lavorazione delle materie plastiche a conto terzi non implica solo la produzione degli esemplari finiti, ma necessita di una serie di servizi che l’azienda dovrebbe offrire ai propri clienti. E se il requisito fondamentale, nonché fatto discriminante nella scelta, resta l’esperienza della fabbrica, è necessario provvedere ad un attento studio preventivo al fine di ottimizzare le prestazioni del prodotto, progettare e sviluppare l’eventuale stampo nel quale saranno iniettate le materie plastiche. Ulteriore importante criterio di scelta della fabbrica alla quale affidarsi, inoltre, dovrebbe inoltre essere l’attenzione alla qualità delle materie plastiche utilizzate, la precisione delle realizzazioni e la conformità degli articoli richiesti. Da valutare, in ultimo, il servizio di assemblaggio dei manufatti e di imballaggio che potrebbero costituire un importante vantaggio per il committente.

Il servizio di lavorazione delle materie plastiche conto terzi

La lavorazione delle materie plastiche a conto terzi consiste principalmente nello stampaggio ad iniezione per la realizzazione di oggetti e componenti, ma anche nel riciclaggio dei rifiuti in plastica o in gomma. I settori produttivi serviti dalle aziende atte a simili lavorazioni sono eterogenei e spaziano dal campo dei giocattoli ai componenti dell’automazione, dal packaging all’illuminotecnica alle industrie che operano nel campo automobilistico, che spesso ricorrono a tali soluzioni personalizzate.

Stampaggio del poliuretano

I campi applicativi del poliuretano stampato

Per le caratteristiche di morbidezza, scarsa deformabilità e per il confort che il materiale è capace di offrire, il poliuretano costituisce una scelta sempre più utilizzata dalle industrie, soprattutto quelle del settore automobilistico e del motociclismo: la maggior parte dei sedili o dei poggiatesta, ma anche gli accessori di protezione, quali le ginocchiere, sono realizzati proprio di questa materia plastica. I campi d’impiego, tuttavia, spaziano e giungono fino alla nautica ed all’arredamento: il poliuretano è, infatti, un isolante termico, in grado di garantire un non trascurabile risparmio energetico.

Caratteristiche del poliuretano

Il poliuretano è un polimero termoindurente, ottenuto combinando poliolo e isocianato: il risultato è una schiuma di fibre sintetiche che, una volta solidificata, può assumere caratteristiche diverse in termini di flessibilità, rigidezza, ignifugazione. E, naturalmente, di forma. Tale varietà è realizzata per incontrare e soddisfare le molte esigenze di mercato e la destinazione del prodotto: una maggiore densità del poliuretano, ad esempio, lo rende particolarmente adatto alla composizione di protezioni per il corpo; viceversa un prodotto più flessibile e morbido è il principale costituente di sedili, poggiatesta o cuscini.

Lo stampaggio del poliuretano

In virtù della versatilità del materiale plastico, un processo molto diffuso è quello dello stampaggio del poliuretano. L’obiettivo è la realizzazione di imbottiture, profili e sagome immediatamente utilizzabili e per le quali non occorre alcun taglio o rifinitura: il prodotto è foderabile e pronto per la commercializzazione. Il processo di stampaggio del poliuretano consiste nella iniezione della schiuma componente la materia plastica in speciali stampi, realizzati su misura al fine di ristornare gli esemplari richiesti con assoluta perfezione e con le caratteristiche richieste: un prodotto semifinito già preformato. In base alle proprietà del poliuretano, le aziende si avvalgono di due tipologie di stampo: quelle per una materia ad alta pressione, che generalmente sono in alluminio, e i calchi in resina.

Semilavorati materie plastiche

I pregi dei semilavorati in materie plastiche

Acquistare dei pezzi semilavorati, grezzi, per poi poterli rifinire durante la fase di lavorazione è un’alternativa che sta riscuotendo un crescente successo. L’opzione, che si rende indispensabile quando si tratta di pezzature di grandi dimensioni, è particolarmente attraente soprattutto in virtù dei vantaggi economici che comporta: è possibile, infatti, ordinare anche pochi esemplari da poter tagliare o tornire anche successivamente. A ciò, i semilavorati di materie plastiche uniscono il pregio di offrire una maggiore resistenza agli urti e, nel caso di componenti meccaniche, di una rumorosità molto bassa, oltre a necessitare di una lubrificazione inferiore rispetto ad analoghi in ferro, alluminio o acciaio.

Le principali materie plastiche

Molteplici sono le tipologie di materie plastiche per le quali è possibile ottenere dei semilavorati tecnici: a mero titolo esemplificativo, sul mercato sono facilmente reperibili manufatti in poliammide, in resina acetalica o in poliestere, ma anche in gomma, policarbonato o poliuretano, in base all’uso. Condizione indispensabile è, infatti, prevedere una precisa destinazione d’impiego, onde poter scegliere la soluzione migliore. È comunque possibile una classificazione dei materiali plastici semilavorati, proposta sulla base delle temperature sopportate: gli amorfi, meno stabili chimicamente ma capaci di offrire maggior resistenza agli urti, ed i semicristallini.

Le richieste dei prodotti semilavorati

Per le motivazioni già prese in esame, i semilavorati in materie plastiche trovano largo utilizzo in settori molto diversi, come quello alimentare, meccanico, farmaceutico, edile ed aeronautico: una volta realizzati con materiali di qualità e secondo le specifiche richieste del cliente mediante i processi di estrusione, di compressione, di colatura o tramite iniezione, essi vengono rilavorati dall’utilizzatore finale. Solitamente i pezzi, disponibili in barre, manicotti o lastre in base alle esigenze, vengono sottoposti a taglio, tornitura o piegature, onde poter corrispondere perfettamente all’uso al quale sono destinati. Ricorrere ai semilavorati, dunque, significa ricorrere ad una risorsa economica, ma senza sacrificare la qualità della materia prima.

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