Gomma NBR: caratteristiche e campi di impiego

gomma nbr caratteristiche

La gomma NBR, o meglio conosciuta come gomma nitrile, viene considerata come una gomma sintetica, un butadiene e un copolimero di acrilonitrile (ACN).

Il termine nitrile butadiene indica una famiglia di copolimeri insaturi composti da 2 propenetrile e da diversi monomeri del butadiene.

Inoltre, nonostante le sue proprietà chimiche e fisiche molto dipendenti dai polimeri di nitrile, la gomma NRB presenta una buona resistenza agli idrocarburi e ad altre sostanze chimiche.

Gomma NBR: caratteristiche

Vediamo, ora, quali sono le principali caratteristiche della gomma NBR:

Questa particolare gomma sintetica presenta una buona resistenza a:

  • Olii;
  • Olii combustibili leggeri;
  • grassi minerali, vegetali e animali;
  • Gasolio;
  • Idrocarburi alifatici;
  • Acqua di mare;
  • Soluzioni saline;
  • Acqua calda (+ 100°).

Una media resistenza a:

  • Soluzioni acide diluite;
  • Soluzioni alcaline concentrate;
  • Fluidi idraulici a base petrolifera;
  • Lubrificanti sintetici;
  • Carburanti con alto contenuto di aromatici.

Tuttavia, presenta una bassa resistenza a:

  • Ozono e agenti atmosferici (tranne le mescole con agenti protettivi);
  • Fenolo;
  • Chetoni ed esteri;
  • Acidi minerali forti concentrati;
  • Soluzioni alcaline diluite calde;
  • Liquidi per freni a base glicola;
  • Benzene;
  • Idrocarburi clorurati e aromatici.

Campi di impiego

La gomma NBR viene impiegata principalmente nel settore della meccanica e automotive, per quanto riguarda la parte motoristica e impianti frenanti, come ad esempio protezioni ed ingranaggi.

Inoltre, può essere usato anche nel settore dell’industria petrolchimica per stampaggi ad inchiostro e, grazie alla sua elevata resistenza alle sostanze chimiche, in tutte le applicazioni dove entra in contatto con olii e grassi.

Se desideri ricevere maggiori informazioni contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

PE, PP, PTFE: cosa sono e caratteristiche

pe pp ptfe cosa sono

Oggi ti parleremo di tre polimeri da noi trattati, ovvero il PE, il PP e il PTF, spiegandoti cosa sono e quali sono le loro caratteristiche principali.

Ma prima lascia che ti spieghi cosa sono le materie plastiche e quali sono le proprietà di un polimero plastico.

Cosa sono le materie plastiche

Le materie plastiche, o normalmente chiamati polimeri, sono materiali dai bassi livelli di densità, resistenza, rigidezza, conducibilità termica ed elettrica, ma con una buona resistenza all’attacco chimico e un alto coefficiente di dilatazione.

Consentono di ottenere forme complesse in modo molto semplice, senza il bisogno di svolgere operazioni secondarie di finitura superficiale.

Inoltre, vengono utilizzati a temperature non superiori agli 80°C PE,PP, 200°C PTFE,  e non presentano caratteristiche di stabilità dimensionale nel tempo come i metalli.

Proprietà di un polimero plastico

Le proprietà di un polimero plastico dipendono da 3 aspetti principali, ovvero:

  1. La forma e la grandezza delle molecole.
  2. La struttura delle molecole del polimero.
  3. L’organizzazione delle molecole nella struttura del polimero.

A proposito delle molecole polimeriche, quest’ultime si caratterizzano per le loro elevate dimensioni, e sono costituite da un elemento costruttivo di base, ovvero il monomero (una molecola organica composta da atomi di carbonio legati con altri atomi).

PE, PP, PTFE: cosa sono e caratteristiche

  • PE;

Il Polietilene (PE) è un polimero plastico con un elevato livello di densità e impiegato a una temperatura di -30° e +80°.

Presenta un’alta resistenza chimica agli alcali e acidi, elevata resistenza all’abrasione e urti, un basso peso specifico e una buona lavorabilità alle macchine utensili.

Tuttavia, a differenza dei tecnopolimeri, il Polietilene ha resistenze meccaniche, di trazione, compressione e termiche inferiori.

Inoltre, può variare la sua dimensione in funzione della temperatura.

Settori di applicazione: meccanico, alimentare, chimico, elettrico.

  • PP;

Il Polipropilene è un materiale con un’alta resistenza chimica, alla trazione, un basso peso specifico, buona tenuta alla temperatura e lavorabilità.

Tuttavia, presenta una bassa resistenza meccanica, trazione, flessione e compressione. e, a differenza del PE, è più rigido ma meno resistente agli urti.

Settori di applicazione: chimica, meccanico, galvanico e petrolchimica.

  • PTFE;

Il Politetrafuoroetilene è un polimero dall’elevata resistenza chimica, ottima resistenza al calore ed eccellenti proprietà dielettriche.

Non è n’è infiammabile n’è igroscopico, ha una resistenza massima ai solventi, presenta una superficie liscia e antiadesiva e ha una buona lavorabilità alle macchine utensili.

Inoltre, ha una massima resistenza ai solventi, un basso coefficiente di attrito, ottime caratteristiche autolubrificanti e può essere usato come isolante termico per via del suo basso coefficiente di trasmissione termica.

Tuttavia, è un materiale costoso, rispetto al PE e al PP. ha un peso molecolare elevato, facilmente scalfibile.

Settori di applicazione: chimico, farmaceutico, meccanico e alimentare (essendo un materiale inerte).

Per maggiori informazioni contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

Cos’è il Poliuretano: tipologie e settori di applicazione

cos'è il poliuretano

Cos’è il poliuretano? Il poliuretano compatto è un polimero utilizzato principalmente per realizzare prodotti con caratteristiche meccaniche, molto elevate, elasticità, resistenza alla lacerazione e trazione, sono particolarmente  idonei all’utilizzo in settori a forte sollecitazione e abrasione. 

È un materiale molto versatile, riciclabile, applicabile con altre tipologie di materiali e ha una lunga durata nel tempo.

Tipologie di poliuretano

Dopo averti spiegato, quindi, cos’è il poliuretano e quali sono le sue caratteristiche principali, devi sapere che esistono ben 4 tipologie di poliuretano, ognuna con differenti aspetti e tipi di impiego. Analizziamole insieme:

  1. Poliuretano espanso rigido: l’uso di questo poliuretano è rivolto soprattutto all’isolamento termico per pannelli isolanti, frigoriferi e boiler. Parliamo, quindi, di schiume di poliuretano con un’alta densità.
  2.  Poliuretano espanso flessibile: viene impiegato nel settore arredamento, automobilistico (nei sedili) ma principalmente per i materassi, in modo da aumentare l’elasticità e viscosità di quest’ultimi.
  3. Poliuretano compatto rigido: è il poliuretano più resistente e compatto di tutta la famiglia di poliuretani. Viene utilizzato principalmente per realizzare opere speciali, e i materiali vengono ottenuti per stampaggio a reazione del poliolo e isocianato.
  4. Poliuretano compatto elastico: come avrai intuito, parliamo di un materiale prettamente elastico (in gergo tecnico “elastomero”) utilizzato per realizzare imballaggi, guarnizioni, parti morbide di giocattoli, strumenti medici e vernici.

Settori di applicazione

Vediamo, ora, quali sono i settori in cui viene utilizzato il poliuretano:

  • Arredamento;
  • Edile;
  • Nautico;
  • Domestico;
  • Industriale;
  • Automobilistico;
  • Trasporti;
  • Giocattoli;
  • Abbigliamento;

Per maggiori informazioni sull’utilizzo del Poliuretano, contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 605864.

Tecnopolimeri: cosa sono e quali utilizziamo

tecnopolimeri cosa sono

Oggi ti parlerò dei tecnopolimeri da noi utilizzati, materie plastiche impiegate per la loro adattabilità a differenti tipologie di lavorazioni e molteplici applicazioni

Ma prima lascia che ti spieghi cosa sono i tecnopolimeri e quali sono i settori in cui vengono impiegati.

I tecnopolimeri sono polimeri molto utilizzati nel settore meccanico per via della loro elevata resistenza e rigidità. Questo comporta, quindi, un loro impiego in sostituzione dei metalli.

Inoltre, presentano un’alta stabilità dimensionale, sono molto facili da lavorare, hanno una forte resistenza ai carichi dinamici, elevata durata nel tempo e buone proprietà meccaniche.

Tecnopolimeri: settori di applicazione

Vediamo, ora, quali sono i settori in cui vengono impiegati i tecnopolimeri:

  • Alimentare;
  • Automobilistico;
  • Meccanico;
  • Industriale;
  • Chimico;
  • Idrico;
  • Energia;
  • Edile;
  • Elettronico;
  • Medicale;

Tecnopolimeri da noi utilizzati

Devi sapere che esistono differenti tipologie di tecnopolimeri, e ognuno presenta differenti caratteristiche tecniche e di impiego.

Vediamoli insieme:

  • PA 6 (Nylon).

Il PA è un polimero cristallino ottenuto dalla polimerizzazione del caprolattame attraverso estrusione.

È un materiale molto economico e facile da lavorare, e per questo viene molto utilizzato nel settore chimico e meccanico.

Ha un’ottima resistenza agli urti, agli agenti atmosferici e un’elevata durata nel tempo.

Non utilizzarlo nel settore elettrico e alimentare (per via della sua igroscopicità).

  • POM – C.

Il POM – C’è un polimero cristallino ottenuto dalla polimerizzazione della Resina Acetalica (Formaldeide).

Viene utilizzato principalmente nel settore meccanico per le lavorazioni di pinze, cuscinetti, ingranaggi, pezzi di precisione e pattini di scorrimento.

Può essere utilizzato anche nel settore alimentare, elettrico (come isolante) e chimico (per la realizzazione di impianti chimici).

Inoltre, ha una forte resistenza alla fatica, agli alcali e ai composti organici.

Rispetto al PA 6, ha meno resistenza alle abrasioni, soprattutto in ambienti poco puliti.

Il Polivinilcloruro (PVC) è un materiale molto impiegato nel settore chimico e meccanico per via della sua forte resistenza chimica, durezza e facilità di lavorazione.

Tuttavia, a causa della sua durezza è molto fragile agli urti e ha una bassa resistenza alla temperatura.

  • PET.

Il PET (o Arnite) è un poliestere termoplastico cristallino.

Grazie al suo basso coefficiente d’attrito, viene utilizzato nel settore meccanico per realizzare elementi di scorrimento, slitte, cuscinetti e guide.

Nel settore elettrico, invece, non essendo igroscopico, viene impiegato come isolatore e per applicazioni termiche. 

Nel chimico presenta una buona resistenza agli acidi e alle soluzioni clorinate, mentre in quello alimentare, essendo un materiale inerte, viene spesso utilizzato.

Infine, è molto fragile agli urti per via della sua durezza.

  • PP.

Il Polipropilene (PP) è un materiale molto impiegato sia nel settore chimico per via della sua elevata resistenza agli acidi e alcali che nel settore meccanico per realizzare componenti meccanici in ambienti corrosivi.

Presenta, inoltre, maggiore resistenza alla temperatura rispetto al PVC, un basso peso specifico ed è facile da lavorare.

Tuttavia, ha una bassa resistenza meccanica ed è poco resistente agli urti.

  • PTFE.

Il Politetrafuoroetilene  (PTFE) è un tecnopolimero utilizzato nel settore chimico, farmaceutico, meccanico e anche alimentare (perché inerte).

Non è un materiale igroscopico e infiammabile, ha un’ottima resistenza ai solventi e ottime caratteristiche autolubrificanti.

Tuttavia, ha un costo e un peso molto elevati ed è anche scalfibile.

  • PMMA.

Il Polimetilmetacrilato viene utilizzato nel settore dell’oggettistica, arredamento e ingegneria.

È un materiale trasparente, leggero, facile da lavorare, e disponibile in diversi colori.

Essendo molto fragile, è stato sostituito dal policarbonato nel settore meccanico.

  • PC.

Come appena accennato, il Policarbonato (PC) è un materiale utilizzato nel settore meccanico, principalmente nel settore delle protezioni antinfortunistiche negli impianti produttivi.

È molto leggero, trasparente e ha un’ottima resistenza agli urti (antisfondamento).

Per maggiori informazioni contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

Materiali plastici: cosa sono e perché utilizzarli

materiali plastici

Quando parliamo di materiali plastici intendiamo una serie di materiali composti da polimeri organici, ovvero molecole contenenti carbonio in grado di unirsi tra di loro formando delle lunghe catene in cui viene ripetuta la medesima sequenza di atomi.

Inoltre, la plastica è un materiale in grado di essere modellato durante la fase di produzione, e può subire 3 differenti lavorazioni, ovvero:

  • Stampaggio;
  • Fusione;
  • Estrusione in diverse forme (piastre, pellicole, bottiglie, scatole, tubi ecc).

Perché utilizzare i materiali plastici

L’impiego dei materiali plastici, rispetto ad altre tipologie di materiali, comporta una serie di vantaggi, ovvero:

  • Risparmio economico;
  • Elevata disponibilità di tipologie;
  • Autolubrificazione;
  • Elevata durata nel tempo;
  • Ottima lavorabilità per le macchine utensili;
  • Possibilità di differenti tipi di colorazioni;
  • Possibilità di formati con diverse dimensioni;
  • Materiali molto leggeri;

Elenco dei materiali plastici più utilizzati (tecnopolimeri)

Vediamo, ora, quali sono i materiali plastici più impiegati nei processi produttivi:

  1. PVC (Polivinilcloruro).

Caratteristiche:

  • Peso: 1,43 kg;
  • Colore: rosso, nero, grigio, avorio, trasparente;
  • Temperatura di utilizzo: -0° + 60°.

Vantaggi:

  • Alta resistenza chimica (acidi, alcali);
  • Materiale molto rigido e flessibile;
  • Facilità di lavorazione;
  • Possibilità di impiego per saldature su particolari;
  • Possibilità di impiego nel settore meccanico.

Svantaggi:

  • Alta fragilità agli urti;
  • Bassa resistenza alle temperature.
  • PET (Poliestere termoplastico cristallino).

Caratteristiche:

  • Peso: 1,30 kg;
  • Colore: bianco, nero;
  • Temperatura di utilizzo: -20° + 115°.

Vantaggi:

  • Alta resistenza meccanica;
  • Elevata resistenza all’usura;
  • Buona resistenza alla compressione (anche a basse temperature);
  • Forte resistenza;
  • Materiale non igroscopico;
  • Materiale idoneo per settori alimentari;
  • Basso e costante coefficiente di attrito;

svantaggi:

  • Alta fragilità agli urti.
  • PP (Polipropilene).

Caratteristiche:

  • Peso: 0,92 kg;
  • Colore: naturale, grigio;
  • Temperatura di utilizzo: -0° + 100°.

Vantaggi:

  • Alta resistenza chimica;
  • Alta resistenza alla trazione;
  • Ha un basso peso;
  • Facile da lavorare;
  • Può essere utilizzato per eseguire saldature su particolari;
  • Buona resistenza alla temperatura.

Svantaggi:

  • Bassa resistenza meccanica;
  • Poca resistenza agli urti.

Lastre PVC: cosa sono e perché scegliere il PVC

lastre pvc

Cos’è il PVC

Il PVC, o policloruro di vinile, è una materia plastica derivante da materie naturali, ovvero il sale e il petrolio. È una delle più utilizzate al mondo ed è inoltre molto economica, versatile e presenta un’elevata duratura nel tempo.

In Italia, si conta un numero di circa 635 mila tonnellate di PVC trasformate nel 2019 e in Europa è stato rilevato un consumo di circa 6 milioni di tonnellate (nel mondo, invece, il consumo di PVC è andato oltre le 44 milioni di tonnellate nel 2018).

Questo particolare polimero è formato dal 43% di carbonio e idrogeno, mentre per il 57% è composto di cloro ottenuto dal sale utilizzato in cucina.

Inoltre, viene composto anche da altri additivi, come ad esempio lubrificanti e stabilizzanti, in modo da dargli delle determinate caratteristiche fisico-meccaniche. In questo modo, il PVC può essere utilizzato in molteplici tipi di lavorazioni.

Lastre PVC

Vediamo, ora, alcune caratteristiche delle lastre in PVC.

Le lastre in PVC, vengono prodotte attraverso la famosa “plastica”, materiale che si ottiene dalla lavorazione del petrolio.

Possono essere utilizzate sia nel campo del tessile, in modo da rendere le fibre dei prodotti più resistenti, che nel campo industriale, dove gli imballaggi di alcuni prodotti vengono prodotti solo in PVC per motivi di sicurezza.

Le lastre PVC, inoltre, presentano proprietà alquanto simili a quelle di altre lastre normali prodotte con materiali plastici lavorati. Hanno proprietà ignifughe, in modo da evitare rischi di incendi, e il loro colore è opaco.

Perché scegliere il PVC?

Il PVC è un materiale impiegato spesso nel settore chimico, galvanico e petrolchimica per via della sua alta resistenza alle sostanze acide, agli alcani e la sua elevata rigidità.

Viene impiegato anche nel settore meccanico per la realizzazione di elementi meccanici in ambienti corrosivi.

Presenta un’ottima lavorabilità e può essere utilizzato per eseguire saldature sui particolari. Tuttavia, avendo una struttura molto dura è, al tempo stesso, un materiale molto fragile e ha una bassa resistenza alla temperatura.

Il PVC è anche un materiale riciclabile: ad esempio i vecchi infissi in PVC, gli sfridi del profilato e i residui di produzione dei serramenti possono essere macinati e termorefusi, così da poterli utilizzare nuovamente.

Inoltre, il PVC dà la possibilità di risparmiare energia per via del suo isolamento termico.

Materiali fonoassorbenti acustici e isolanti

materiali fonoassorbenti acustici

I materiali fonoassorbenti acustici sono dei pannelli utilizzati per controllare e isolare a livello acustico un ambiente chiuso.

Si caratterizzano principalmente da una densità bassa e da una finitura a celle porose a fibre o aperte, ma possono essere anche dei materiali compatti, come ad esempio metallo, legno, materiali plastici).

Inoltre, si possono rivestire con del tessuto, utilizzandoli come correttori acustici ma anche come elementi di design e arredo.

Tuttavia, oltre ai materiali fonoassorbenti acustici esiste un’altra tipologia, ovvero i materiali fonoisolanti.

Vediamo, quindi, nello specifico la differenza tra questi due materiali:

Differenza tra materiali fonoassorbenti acustici e fonoisolanti

I materiali fonoassorbenti acustici sono in grado di impedire il disperdersi delle onde sonore, in modo che non sbattano contro le pareti e creino il cosiddetto “eco” per tutto l’ambiente.

In pratica, la funzione dei materiali fonoassorbenti acustici è quella di assorbire alcune frequenze sonore con lo scopo di migliorare il suono di stanze o specifici ambienti, senza stoppare il percorso del suono stesso.

Inoltre, i prodotti fonoassorbenti acustici possono essere di tre tipi, ovvero minerali (fibre di legno mineralizzate, lana di vetro o di roccia), sintetici (poliuretano espanso) o vegetali (legno, sughero o argilla).

I materiali fonoisolanti, invece, hanno la capacità di ridurre l’energia acustica trasmessa grazie alla loro massa per metro quadro. Tuttavia, bisogna sottolineare che stiamo parlando di un valore prettamente teorico e valido per le alte/medie frequenze, mentre riguardo a quelle basse subentrano altri parametri.

Se deciderai di utilizzare materiali fonoisolanti ti consigliamo di utilizzare, come materiale, la gomma perché presenta un’alta densità. Infatti, la gomma ad oggi è ancora una delle migliori soluzioni a livello sia economico che di efficacia.

Inoltre, la forza fonoisolante è data dalla legge di massa, la quale spiega che con l’aumento della massa aumenta di conseguenza l’isolamento acustico all’interno di un ambiente.

Se desideri maggiori informazioni riguardo i materiali fonoassorbenti contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

Gomma in lastre: la realizzazione e i vantaggi

gomma in lastre

La gomma in lastre è adatta per le basse e alte temperature, ha degli specifici requisiti e sul mercato si possono trovare articoli molto affidabili, di qualità e molto sicuri.

Le mescole che vengono scelte maggiormente sono il silicone, l’EPDM oppure NBR, una gomma ad alta intensità utilizzata principalmente nell’industria farmaceutica, in quanto ha un’elevata resistenza a solventi e prodotti chimici.

Le lastre in gomma possono essere realizzate con spessori differenti; da un minimo di alcuni millimetri a massimo di cinque centimetri.

Come si realizzano le lastre in gomma?

La gomma in lastre si realizza attraverso l’utilizzo di una pressa industriale che comprime insieme gomme diverse. Le gomme vengono selezionate in modo da ottenere un prodotto finale resistente all’usura e alle alte temperature.

In seguito si procede all’eliminazione di tracce di gomma in eccesso causate dalla pressione esercitata tra il macchinario e gli stampi.

Infine, le lastre vengono tagliata a misura in base alle specifiche esigenze del cliente finale che le andrà a utilizzare.

I vantaggi delle lastre in gomma

La gomma in lastre o i tappetini in gomma sono dei prodotti molto resistenti e al tempo stesso versatili. Possono essere realizzati in diversi formati, spessori differenti, altezze e larghezze differenti oltre che in molteplici colorazioni e durezze.

In base alle tipologie di gomma che vengono utilizzate, le lastre possono essere resistenti agli agenti esterni, ai solventi, alla benzina, al fuoco oppure a differenti composti chimici.

Nello specifico, le gomme antiabrasive vengono rinforzate per evitare di subire lacerazioni o danneggiamenti: in questo modo, aumentando la resistenza del tappeto è possibile soddisfare moltissime richieste e aspettative.

Infine, la gomma in lastre non subisce l’influenza degli agenti atmosferici, quindi può essere assicurata un’elevata durata nel tempo.

Per ulteriori informazioni contattaci al numero +39 0423 614169 o inviaci un’email a info@mediatecsrl.it

Materiali espansi: tutto quello che devi sapere

materiali espansi

I materiali espansi sono degli oggetti in poliolefine e poliuretano oppure gomme, e vengono realizzati attraverso un processo chimico che li rende una struttura spugnosa e porosa all’umidità. Attraverso poi l’espansione fisica si ottiene una struttura con cellule chiuse.

Esistono, inoltre, altre varianti come i materiali a cellula semichiusa che presentano un’ottima elasticità.

Questi materiali vengono utilizzati in moltissimi settori differenti: medicale, elettrico, aerospaziale e automotive.

Ma quali prodotti possono essere realizzati? Ad esempio, guarnizioni, espulsori per fustelle e anche materiali da imballaggio.

I vantaggi di questi prodotti

I materiali espansi possono essere prodotti come spugna, filtri e altri materiali che hanno la funzione di isolamento termico e anche acustico. Tutti questi prodotti vengono realizzati in poliuretano, polietilene ed elastomero anticondensa.

Hanno, inoltre, diversi vantaggi, ovvero sono materiali economici e possono essere applicati in maniera semplice, mentre per alcune tipologie di prodotti può essere utilizzata anche la versione adesiva.

I materiali filtranti, invece, sono prodotti leggeri e resistenti alle temperature, ma soprattutto sono materiali atossici e per questo possono essere applicati nei più svariati settori industriali.

I campi di applicazione

A seconda del materiale che viene scelto per la realizzazione, i materiali espansi possono avere diverse applicazioni. Vediamone alcuni:

  • Assorbimento del rumore: per ambienti con compressori d’aria, gruppi elettrogeni, vani motore, cabine, cassonetti, palestre e macchine utensili;
  • Filtrazione e prefiltrazione dell’aria e dell’acqua: per vani motore, caldaie e macchinari in cui è presente del materiale ignifugo;

Il poliuretano espanso, inoltre, può avere anche diverse forme: ad esempio può presentare una forma solida oppure liquida, a seconda delle esigenze del cliente finale.

Quello che viene maggiormente utilizzato è il poliuretano rigido che si presenta sotto forma di pannelli che presentano spessori e dimensioni molto differenti tra loro a seconda di ogni specifico utilizzo.

Per ulteriori informazioni contattaci al numero +39 0423 614169 o inviaci un’email a info@mediatecsrl.it

Materiale plastico trasparente in lastre

Materiale plastico trasparente in lastre

Il materiale plastico trasparente in lastre viene utilizzato spesso come complemento di arredo, in quanto è una valida soluzione al vetro.

La ragione di questo successo è semplice: luminosità e limpidezza restano e il PVC oppure PC sono materiali molto versatile e facile da lavorare.

Si possono creare forme anche differenti come motivi ondulati o elementi con curve specifiche.

Le lastre in materiale plastico trasparente possono essere utilizzate per mensole, tavole e finestre ma anche per i quadri. L’unico vero svantaggio è che si graffiano molto facilmente.

Il policarbonato: cos’è?

Il materiale plastico trasparente in lastre viene realizzato in policarbonato, un polimero termoplastico che deriva dalla lavorazione dell’acido carbonico.

Questo materiale venne studiato per la prima volta agli inizi del 1900 e, durante gli anni ‘60 inizia ad essere molto utilizzato e la sua distribuzione cresce continuamente.

Il suo successo è dovuto grazie alle sue proprietà ottimali in diversi campi, soprattutto edilizio e industriale, e probabilmente dal fatto che è un materiale trasparente con delle buone resistenze termiche e meccaniche.

Inoltre, presenta buone proprietà elettriche, è un materiale durevole ed è utilizzato anche per i più disparati settori.

Come viene realizzato?

Il materiale plastico trasparente in lastre viene realizzato attraverso lavorazione meccanica oppure fusione della plastica, la quale viene in seguito separata in base alle caratteristiche del prodotto finito.

La fusione si esegue attraverso i grandi stampi di acciaio che vengono posizionati sotto presse industriali per crearne la forma.

Queste presse raffreddano anche la plastica fusa che, in questo modo, assume lo spessore e le dimensioni desiderate.

Infine si procede alla rifinitura e lucidatura del prodotto in modo da renderlo liscio e maneggiabile.

Questo procedimento viene utilizzato anche per molti altri materiali plastici, sia colorati che trasparenti.

Le lastre in plastica sono molto robuste, flessibili e ne consentono la messa in posa senza rischiare che ci siano delle rotture.

Per ulteriori informazioni contattaci al numero +39 0423 614169 o inviaci un’email a info@mediatecsrl.it

1 2 25