Cosa sono gli elastomeri: tutto ciò che devi sapere

cosa sono gli elastomeri

Gli elastomeri sono dei polimeri naturali o sintetici appartenenti alla categoria dei materiali plastici flessibili i quali, oltre ad essere degli ottimi isolanti, sono in grado di resistere alla deformazione e si possono modellare in diverse forme.

Inoltre, tali polimeri includono gomma naturale/artificiale e si possono utilizzare in diverse tipologie di applicazioni, quali ad esempio:

  • Suole di scarpe da tennis;
  • Ruote di uno skateboard;
  • Come isolamento per coprire i cavi di linee telefoniche e autoparlanti.

E ancora, diverse industrie operanti nel settore automotive, sport, elettronica o fabbriche di catene di montaggio si affidano a componenti realizzati mediante l’uso di elastomeri, in quanto offrono molte proprietà uniche, sono semplici da scolpire durante il loro stato ammorbidito e resinoso e una volta induriti restano impermeabili nella maggior parte dei cambiamenti di temperatura e allo stress, come ad esempio stiramento o compressione.

Detto questo, scopriamo ora quali sono le caratteristiche e i benefici degli elastomeri.

Cosa sono gli elastomeri: caratteristiche e benefici

  • Sotto sforzo si possono allungare da 1 a 10 volte e più;
  • Hanno un basso coefficiente di attrito;
  • Non presentano alcun effetto stick – slip;
  • Presentano buone proprietà di funzionamento a secco;
  • Ottima resistenza all’invecchiamento;
  • Si possono impiegare in applicazioni dinamiche;
  • Possono essere uniti o composti con altre tipologie di materiali per poter rafforzare determinate caratteristiche (plastica dura, metallo, gomma);
  • Una volta deformati sono in grado di tornare alla loro forma iniziale in maniera estremamente rapida grazie alla loro proprietà reticolata;

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Plotter da taglio: cos’è e a cosa serve

plotter da taglio a cosa serve

Un plotter da taglio è una particolare macchinario impiegato per eseguire tagli o incisioni su diverse tipologie di materiali, anche con forme complesse, in quanto è dotato di un’elevata precisione ed è in grado di realizzare diversi tipi di effetti, quali ad esempio goffratura, rilievo, incisioni e fori.

Inoltre, può essere utilizzato in diversi campi di utilizzo per realizzare, ad esempio, grafiche pubblicitarie, stampare progetti architettonici o meccanici, e sul mercato è possibile trovare il plotter da taglio ideale e più adatto alle proprie necessità.

Detto questo, prima di spiegarti come funziona il plotter da taglio lascia che ti parli degli elementi di cui è composto tale macchinario.

Plotter da taglio: com’è fatto

Di solito, un plotter da taglio è composto da un carrello di taglio, un componente essenziale per consentire la movimentazione del foglio e di un pannello di controllo dove vi è tutta la parte dei controlli relativi ai parametri.

Nel carrello, in questo caso, vi è il portalama e la lama, dove quest’ultima, ruotando all’interno del portalama, garantisce un’eccellente rotazione di taglio grazie alla presenza di appositi cuscinetti.

Il carrello, invece, ha il compito di fornire la giusta pressione di taglio mentre l’operatore ha la possibilità di scegliere la lunghezza della lama da utilizzare per poter tagliare con la profondità desiderata.

Inoltre, grazie alla presenza di un rullo zigrinato, il quale consente il movimento del materiale, è possibile eseguire un taglio estremamente veloce e con una precisione costante.

E ora che hai compreso cos’è un plotter da taglio, a cosa serve e da quali elementi è composto scopriamo come funziona tale macchinario.

Plotter da taglio: come funziona

Rispetto ad un plotter dalle normali funzioni, quello da taglio non solo è in grado di disegnare le grafiche desiderate ma consente anche di tracciare quest’ultime intagliandole direttamente.

Inoltre, è essenziale che il plotter sia collegato ad un computer sul quale è installato un programma vettoriale, il quale invierà i disegni al plotter per far sì che quest’ultimo possa in seguito intagliarli sul materiale selezionato.

Il controllo del plotter, invece, è gestito da un driver, il quale consente di scegliere i parametri di lavoro più comuni, quali ad esempio tipo di lama, velocità di lavoro, pressione del taglio ecc., mentre il taglio del materiale avviene mediante l’uso di una lama montata sul plotter, la quale è in grado di eseguire linee e contorni per formare diversi tipi di applicazioni, quali:

  • Insegne;
  • Poster;
  • Scritte;
  • Segnaletiche;
  • Grafica veicolare;
  • Elementi grafici;
  • Floor graphic.

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Cos’è il Vulkollan: caratteristiche e campi di applicazione

vulkollan caratteristiche

Il Vulkollan viene definito come un elastomero a base poliuretanica a cellule chiuse di elevata densità, dalle alte prestazioni dinamiche e prodotto per mezzo di poliaddizione mediante l’uso del Desmodur 15, poliestere ed un reticolante.

Inoltre, presenta un’elevata elasticità, una minima deformazione permanente (anche con carichi elevati), ha una buona resistenza all’abrasione e alla trazione, alle basse temperature, ai raggi UV, all’ozono, agli olii minerali, all’invecchiamento ed è disponibile in tre varianti, ovvero:

  • Compatto, colato reticolato con glicol;
  • Compatto, pressato reticolato con acqua;
  • Cellulare, espanso reticolato con acqua.

Detto questo, prima di spiegarti quali sono i campi di applicazione del Vulkollan scopriamo quali sono le sue caratteristiche principali (oltre a quelle sopra citate).

Vulkollan: caratteristiche

A differenza di altri tipi di materiali, il Vulkollan risulta ideale per una vasta gamma di applicazioni grazie alle sue ottime proprietà meccaniche, quali:

  • Elevata elasticità d’urto (anche per i tipi rigidi);
  • Ottima resistenza all’abrasione;
  • Bassa deformazione permanente a compressione;
  • Buona resistenza alla lacerazione;
  • Buona resistenza ai grassi, olii minerali, petrolio e ad altri tipi di solventi.

E ora che hai compreso cos’è il Vulkollan e quali sono le sue caratteristiche specifiche scopriamo in quali settori viene impiegato tale materiale.

Vulkollan: campi di applicazione

Il Vulkollan viene impiegato in tutto il settore industriale per via delle sue ottime proprietà meccaniche, realizzando ad esempio:

  • Elementi di giunti;
  • Rivestimenti per ruote e rulli;
  • Anelli di tenuta e raschiaolio;
  • Disaccoppiatori;
  • Idrocicloni;
  • Particolari tecnici colati (da disegno o da campione);
  • Guarnizioni;
  • Manicotti;
  • Tubi tondi e profilati;
  • Lastre.

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PVDF vs PTFE: cosa sono e quali sono le differenze

PVDF vs PTFE

A differenza del PTFE, il PVDF presenta una migliore resistenza meccanica, a livello di compressione e trazione, è in grado di mantenere le resistenze chimiche relative ai materiali fluorurati elevate e resiste a livello ottimale sia alle basse che alte temperature (fino a 150°).

Inoltre, ha una buona stabilità dimensionale, un basso livello di infiammabilità e un basso coefficiente d’attrito.

L’unico difetto, rispetto al PTFE, è il fatto che la sua resistenza alla temperatura è decisamente più bassa (150°).

Per quanto riguarda i campi di applicazione, il PVDF può essere usato in diversi settori quali:

  • Alimentare: per la realizzazione di macchine alimentari, pompe per liquidi alimentari ecc., in quanto è un materiale fisiologicamente inerte e approvato da vari enti per essere usato a contatto con alimenti;
  • Meccanico: per la realizzazione di cuscinetti grazie al suo basso coefficiente d’attrito;
  • Chimico: per realizzare componenti nell’industria chimica e petrolchimica, in quanto presenta un’elevata resistenza chimica agli acidi e alcali;
  • Elettrico: grazie alle sue caratteristiche dielettriche, di stabilità alle intemperie e alla sua autoestinguenza.

E ora, scopriamo quali sono le caratteristiche del PTFE e in quali ambiti viene utilizzato.

PFTE: caratteristiche e campi di applicazione

Chiamato anche Teflon, il PTFE rispetto al PVDF presenta una migliore resistenza alle alte temperature (fino a 300°), ha un’ottima resistenza alla compressione e un’elevata resistenza chimica, grazie alla quale evita di essere aggredito dalla maggior parte dei composti chimici.

Inoltre, è il materiale con il più basso coefficiente d’attrito tra i vari prodotti industriali e la sua superficie non è incollabile (infatti, in commercio non esiste alcun tipo di adesivo in grado di aderire al PTFE).

Tuttavia, presenta un peso e un costo elevato, può essere scalfito e ad una temperatura compresa tra i 19° e i 21° il PTFE presenta un punto di transizione provocato da una modifica della sua struttura cristallina, la quale crea una variazione del suo volume pari all’1%.

Per quanto riguarda i campi di applicazione, invece, il PTFE può essere impiegato nel settore:

  • Chimico: per la realizzazione di guarnizioni e componenti destinati al contatto con agenti corrosivi;
  • Elettrico: nel quale viene utilizzato come materiale isolante;
  • Farmaceutico: guarnizioni, distanziali, tubi flessibili.
  • Meccanico: guarnizioni, piatti di supporto, boccole.
  • Alimentare: piani, raschiatori, boccole, tubi flessibili.

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Policarbonato (PC): scheda tecnica

scheda tecnica policarbonato

Il Policarbonato (PC), nato nel lontano 1928 grazie all’azienda chimica Dupont, viene definito come un polimero termoplastico ottenuto dall’acido carbonio e impiegato in diversi campi di applicazione, spesso in sostituzione al vetro.

Inoltre, viene molto utilizzato nel settore edile, dell’architettura, nelle applicazioni industriali e grazie alla sua eccellente resistenza e versatilità viene considerato come un materiale universale.

Tuttavia, oltre alla resistenza, il policarbonato si distingue da altre tipologie di materiali per via di ulteriori caratteristiche, quali:

  • Trasparenza;
  • Lunga durata nel tempo;
  • Ottime proprietà termiche ed elettriche;
  • Facilità di lavorazione;
  • Elevata leggerezza, quindi facile da trasportare.

E ora che hai compreso cos’è nello specifico il policarbonato vediamo quali sono le sue caratteristiche principali attraverso l’analisi della sua scheda tecnica.

Policarbonato (PC): scheda tecnica

  • Colore: trasparente/opalino/fumé;
  • Temperatura di impiego: -0° + 100°;
  • Peso specifico: 1,2 kg;

Caratteristiche tecniche:

  • Buona lavorabilità alle macchine utensili;
  • Resistente agli acidi, benzina, oli, alcoli, idrocarburi alifatici e all’acqua sotto i 70°;
  • Trasparente e leggero;
  • Buone proprietà isolanti;
  • Ottima sopportazione agli urti e ai carichi pesanti;
  • Proprietà dielettriche;
  • Buona resistenza al vapore e all’abrasione;
  • Possibilità di piegatura a freddo;
  • Ottima versatilità;
  • È stabile a livello dimensionale;
  • Buon isolante termico;

Difetti:

È molto difficile impiegarlo come materiale di protezione per macchine utensili, in quanto viene attaccato dalla presenza di olii e grassi, per cui ti consiglio di usare il Policarbonato protetto

Campi di applicazione:

Viene spesso impiegato nel settore delle protezioni antinfortunistiche per impianti produttivi, dove però non vi è il contatto con prodotti quali grassi, olio e vernici.

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Bachelite: caratteristiche tecniche e vantaggi

bachelite

La bachelite è una particolare resina dalla colorazione molto scura, ottenuta mediante la reazione di fenolo e formaldeide, molto resistente, leggera e con un’ottima resistenza al calore e agli agenti chimici.

Venne scoperta agli inizi del 1900 da Leo Baekeland, il quale la ottenne in maniera del tutto casuale mentre conduceva dei suoi esperimenti per trovare un materiale derivante della gommalacca.

Inoltre, era il primo materiale termoindurente il quale, una volta liquefatto, colato all’interno di uno stampo, modellato e indurito non poteva più essere riscaldato e rimodellato.

E grazie alle sue caratteristiche, la bachelite venne impiegata in diversi settori industriali, quali ad esempio quello delle comunicazioni, dove vennero realizzati diverse quantità di telefoni, macchine da scrivere, radio, elettrodomestici e un gran numero di utensili.

Detto questo, scopriamo ora quali sono i vantaggi di questo fantastico materiale plastico.

Bachelite: vantaggi

Oltre alle diverse caratteristiche sopracitate della Bachelite, devi sapere che quest’ultima presenta ulteriori benefici a differenza di altre tipologie di materiali, quali:

  • Ottimo isolante elettrico;

La bachelite possiede ottime caratteristiche isolanti termoelettriche, ed è per questo motivo che negli anni 20 i primi telefoni e le prime radio vennero realizzate proprio con questo materiale.

  • Materiale a base ecologica;

La bachelite è composta da una resina impregnata di un materiale riempitivo (come ad esempio legno, mica, grafite, fossile, farina, ecc.), il quale corrisponde di solito alla parte biologica ed eco-friendly della bachelite stessa.

  • Materiale praticamente indistruttibile;

Come detto in precedenza, la bachelite è un materiale estremamente resistente, in quanto una volta fusa, raffreddata all’interno di uno stampo e indurita non può più essere riscaldata e rimodellata.

  • Ideale per qualsiasi cosa;

Oltre al suo impiego per la realizzazione di telefoni, radio, utensili, giocattoli, armi, ecc., la bachelite può essere usata anche come materiale ricercato per l’oggettistica di design e altri tipi di accessori.

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Cosa sono le poliammidi e come vengono applicate

poliammidi

Le poliammidi (nylon) sono dei materiali termoplastici semicristallini (appartenenti alla categoria dei tecnopolimeri) ottenuti dal gruppo amidico CO – NH, i quali vengono utilizzati maggiormente per realizzare elementi ingegneristici.

Inoltre, è possibile ottenere diverse famiglie di poliammidi mediante la modifica della loro struttura chimica, ottenendo sia un gruppo completamente alifatico che aromatico, anche se i due tipi principali di poliammide sono la PA 6 e la PA 66.

Ma, quali sono i campi di impiego delle poliammidi?

Scopriamolo insieme…

Impieghi delle Poliammidi

Trai i diversi settori in cui vengono impiegate le poliammidi, quest’ultime sono usate spesso, ad esempio, nel settore automotive (in particolare la PA 6 e la PA 66), nel quale vengono realizzati diversi componenti quali:

  • Tubi dei freni;
  • Carcasse di batterie;
  • Parafanghi;
  • Coppe dell’olio;
  • Ingranaggi;
  • Guide;
  • Pulegge;
  • Supporti;
  • Ruote;

ecc.

Questo perché sono in grado di ridurre notevolmente il peso del veicolo, il quale a sua volta riduce il consumo di carburante e, di conseguenza, l’inquinamento nell’atmosfera.

In seguito, le poliammidi sono impiegate anche come plastica tecnica, fungendo spesso da copolimeri combinati con altri tipi di materiali.

E tali riempitivi comprendono, ad esempio, fibre di vetro, di carbonio e perle di vetro, aggiungendo anche ritardanti di fiamma e pigmenti.

Inoltre, le poliammidi vengono usate anche come film, ad esempio, per imballaggi alimentari, in quanto presentano una buona resistenza meccanica e sono in grado di creare una sorta di barriera contro l’ossigeno, odori e oli.

Detto questo, è consigliabile evitare l’impiego di tali tecnopolimeri nel settore elettrico a causa del loro livello di igroscopicità.

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Polietere etere chetone (PEEK): caratteristiche e campi di applicazione

Polietere etere chetone

Il Polietere Etere Chetone (PEEK) è un particolare materiale plastico definito “speciale per impieghi ad alte temperature”, in quanto è in grado di resistere alla fiamma, è molto leggero, presenta un’ottima resistenza alla trazione ed è bio – compatibile.

E grazie a tali caratteristiche, viene considerato idoneo per prestazioni ad elevato contenuto tecnologico.

Inoltre, il PEEK viene impiegato soprattutto in mercati di nicchia con un’alta potenzialità di sviluppo superiore rispetto ad altre materie plastiche.

Detto questo, prima di parlarti dei settori in cui il Polietere Etere Chetone viene utilizzato, lascia che ti spieghi quali sono le sue caratteristiche tecniche.

Polietere etere chetone (PEEK): caratteristiche

A differenza di altri materiali, il Polietere Etere Chetone presenta diverse caratteristiche che lo rendono un polimero estremamente avanzato a livello tecnologico, quali:

  • Basso coefficiente di assorbimento dell’umidità;
  • Buone proprietà di usura e scorrimento;
  • Si presenta più leggero dell’alluminio;
  • Ottime proprietà dielettriche ed isolanti;
  • Buona temperatura di distorsione termica;
  • Eccellente lavorabilità con macchine utensili;
  • Alta resistenza al creep;
  • Elevata resistenza ai raggi gamma e X;
  • Buona resistenza chimica;
  • Ottimo rapporto tra resistenza, resilienza e rigidità;
  • Buona resistenza all’usura;
  • Bassa densità dei gas combusti;
  • Buona resistenza al vapore surriscaldato;
  • Buona resistenza all’idrolisi;
  • Ottima resistenza alla fiamma.

E ora che hai compreso quali sono le principali caratteristiche del Polietere Etere Chetone (PEEK), scopriamo quali sono i suoi campi di impiego.

Polietere etere chetone (PEEK): campi di applicazione

Il Polietere Etere Chetone può essere utilizzato in diversi settori, quali:

  • Meccanico: per la realizzazione di motori per auto, rulli, ingranaggi, tamponi antiusura ecc.
  • Alimentare: può essere impiegato a contatto con gli alimenti in quanto è stato approvato dalla UE e dalla FDA per via delle sue caratteristiche;
  • Biomedico: per la realizzazione di protesi medicali;
  • Elettrico: in quanto presenta ottime proprietà isolanti e dielettriche.

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Fibra di vetro: caratteristiche

fibra di vetro caratteristiche

La fibra di vetro viene utilizzata come materiale isolante sia a livello elettrico che termico, in quanto presenta ottime proprietà di resistenza elettrica, meccanica, elevata resistenza alle temperature e non è assolutamente infiammabile.

Tuttavia, queste particolari tecnofibre hanno assunto un ruolo molto più significativo grazie allo sviluppo delle materie plastiche.

Questo perché l’unione tra quest’ultime e la fibra di vetro ha consentito di dar vita alle fibre composite, usate principalmente per produrre carrozzerie d’auto, imbarcazioni, carrozzerie di motocicli, contenitori di vario tipo, ecc.

Inoltre, negli ultimi anni le fibre di vetro vengono impiegate anche per rinforzare i pneumatici radiali.

Detto questo, prima di spiegarti come avviene la produzione della fibra di vetro, lascia che ti spieghi in quali settori viene impiegata di solito.

Fibra di vetro: campi di impiego

Le fibre di vetro trovano largo utilizzo, ad esempio, nel settore aerospaziale, nautico e automobilistico per la produzione di compositi strutturali con matrici differenti (resine sintetiche).

Non vengono, invece, impiegate nella produzione di compositi associati a matrici metalliche o ceramiche, (per le quali vengono preferite altre tipologie di fibre con prestazioni migliori, quali ad esempio fibre di carbonio), a causa dell’alto costo di produzione e per via di problemi a livello tecnologico provocati dall’elevata temperatura in produzione.

E ora che hai compreso le caratteristiche della fibra di vetro e quali sono i settori in cui viene impiegata, vediamo come avviene il suo processo di realizzazione.

Fibra di vetro: processo di realizzazione

La fibra in vetro viene realizzata mediante l’impiego di vetri alla soda e al boro, e durante tale processo le materie prime subiscono una fase di purificazione per poi essere fuse all’interno di appositi forni, ottenendo una massa plastica che verrà poi estrusa e fatta passare attraverso delle filiere in platino.

Per quanto riguarda la preparazione della lana di vetro, invece, quest’ultima si ottiene mediante la fusione di una miscela di vetro e sabbia ad una temperatura di circa 1400°, la quale, successivamente, viene fatta colare per poi essere bagnata con uno spruzzo di legante in grado di aumentare la coesione delle fibre ottenute.

In seguito, tale fibra viene scaldata ad una temperatura di circa 200° e sottoposta a calandratura per donarle maggiore resistenza meccanica e stabilità.

Infine, si passa alla fase di filatura, durante la quale la lana di vetro viene filata, cardata e tagliata in modo da ricavare rotoli, bobine o pannelli.

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Materiali antivibranti in gomma: scopri le nostre proposte

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I materiali antivibranti sono dei particolari supporti realizzati con lo scopo di limitare le vibrazioni emesse da macchinari industriali o da strumenti di vario tipo durante il loro funzionamento.

Si possono trovare, ad esempio, negli elettrodomestici, quali le lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, ma anche in altre tipologie di apparecchi, come ad esempio computer o ventilatori.

Inoltre, l’uso di tali componenti ha portato diversi vantaggi per i consumatori finali, in quanto consentono di allungare la vita di un prodotto con diversi benefici a livello economico.

Detto questo, vediamo ora alcune delle nostre proposte di materiali antivibranti.

Materiali antivibranti: alcune delle nostre proposte

  • Antivibrante trapezioidale;

Questo antivibrante presenta una forma squadrata ed è composto da una vita e due fori di passaggio.

Viene realizzato in gomma NR/SRB nera e può essere impiegato in gruppi elettrogeni, motori elettrici, macchine agricole e strumentazioni.

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  • Antivibrante a campana;

Questo particolare antivibrante, chiamato a campana, è disponibile in diversi formati, quali con foro passante, con dado di fissaggio o con base quadrata a 4 fori.

Viene realizzato in gomma NR/SRB nera e viene impiegato in quadri e motori elettrici, gruppi elettrogeni, compressori e impianti di refrigerazione e condizionamento.

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  • Antivibrante conico – parabola;

Questo tipo di antivibrante, chiamato conico/parabola, viene realizzato in gomma NR/SRB nera e si presenta con una forma parabolica e una vita di fissaggio.

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  • Maschio/Maschio;

Il Maschio/Maschio è un antivibrante composto da due viti di fissaggio realizzato in gomma NR/SBR nera.

Inoltre, può essere usato in diversi tipi di impieghi, quali gruppi elettrogeni, strumentazioni, motori elettrici e macchine agricole.

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