archivio Mensile Maggio 2022

Bachelite: caratteristiche tecniche e vantaggi

bachelite

La bachelite è una particolare resina dalla colorazione molto scura, ottenuta mediante la reazione di fenolo e formaldeide, molto resistente, leggera e con un’ottima resistenza al calore e agli agenti chimici.

Venne scoperta agli inizi del 1900 da Leo Baekeland, il quale la ottenne in maniera del tutto casuale mentre conduceva dei suoi esperimenti per trovare un materiale derivante della gommalacca.

Inoltre, era il primo materiale termoindurente il quale, una volta liquefatto, colato all’interno di uno stampo, modellato e indurito non poteva più essere riscaldato e rimodellato.

E grazie alle sue caratteristiche, la bachelite venne impiegata in diversi settori industriali, quali ad esempio quello delle comunicazioni, dove vennero realizzati diverse quantità di telefoni, macchine da scrivere, radio, elettrodomestici e un gran numero di utensili.

Detto questo, scopriamo ora quali sono i vantaggi di questo fantastico materiale plastico.

Bachelite: vantaggi

Oltre alle diverse caratteristiche sopracitate della Bachelite, devi sapere che quest’ultima presenta ulteriori benefici a differenza di altre tipologie di materiali, quali:

  • Ottimo isolante elettrico;

La bachelite possiede ottime caratteristiche isolanti termoelettriche, ed è per questo motivo che negli anni 20 i primi telefoni e le prime radio vennero realizzate proprio con questo materiale.

  • Materiale a base ecologica;

La bachelite è composta da una resina impregnata di un materiale riempitivo (come ad esempio legno, mica, grafite, fossile, farina, ecc.), il quale corrisponde di solito alla parte biologica ed eco-friendly della bachelite stessa.

  • Materiale praticamente indistruttibile;

Come detto in precedenza, la bachelite è un materiale estremamente resistente, in quanto una volta fusa, raffreddata all’interno di uno stampo e indurita non può più essere riscaldata e rimodellata.

  • Ideale per qualsiasi cosa;

Oltre al suo impiego per la realizzazione di telefoni, radio, utensili, giocattoli, armi, ecc., la bachelite può essere usata anche come materiale ricercato per l’oggettistica di design e altri tipi di accessori.

Per maggiori informazioni contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

Cosa sono le poliammidi e come vengono applicate

poliammidi

Le poliammidi (nylon) sono dei materiali termoplastici semicristallini (appartenenti alla categoria dei tecnopolimeri) ottenuti dal gruppo amidico CO – NH, i quali vengono utilizzati maggiormente per realizzare elementi ingegneristici.

Inoltre, è possibile ottenere diverse famiglie di poliammidi mediante la modifica della loro struttura chimica, ottenendo sia un gruppo completamente alifatico che aromatico, anche se i due tipi principali di poliammide sono la PA 6 e la PA 66.

Ma, quali sono i campi di impiego delle poliammidi?

Scopriamolo insieme…

Impieghi delle Poliammidi

Trai i diversi settori in cui vengono impiegate le poliammidi, quest’ultime sono usate spesso, ad esempio, nel settore automotive (in particolare la PA 6 e la PA 66), nel quale vengono realizzati diversi componenti quali:

  • Tubi dei freni;
  • Carcasse di batterie;
  • Parafanghi;
  • Coppe dell’olio;
  • Ingranaggi;
  • Guide;
  • Pulegge;
  • Supporti;
  • Ruote;

ecc.

Questo perché sono in grado di ridurre notevolmente il peso del veicolo, il quale a sua volta riduce il consumo di carburante e, di conseguenza, l’inquinamento nell’atmosfera.

In seguito, le poliammidi sono impiegate anche come plastica tecnica, fungendo spesso da copolimeri combinati con altri tipi di materiali.

E tali riempitivi comprendono, ad esempio, fibre di vetro, di carbonio e perle di vetro, aggiungendo anche ritardanti di fiamma e pigmenti.

Inoltre, le poliammidi vengono usate anche come film, ad esempio, per imballaggi alimentari, in quanto presentano una buona resistenza meccanica e sono in grado di creare una sorta di barriera contro l’ossigeno, odori e oli.

Detto questo, è consigliabile evitare l’impiego di tali tecnopolimeri nel settore elettrico a causa del loro livello di igroscopicità.

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Polietere etere chetone (PEEK): caratteristiche e campi di applicazione

Polietere etere chetone

Il Polietere Etere Chetone (PEEK) è un particolare materiale plastico definito “speciale per impieghi ad alte temperature”, in quanto è in grado di resistere alla fiamma, è molto leggero, presenta un’ottima resistenza alla trazione ed è bio – compatibile.

E grazie a tali caratteristiche, viene considerato idoneo per prestazioni ad elevato contenuto tecnologico.

Inoltre, il PEEK viene impiegato soprattutto in mercati di nicchia con un’alta potenzialità di sviluppo superiore rispetto ad altre materie plastiche.

Detto questo, prima di parlarti dei settori in cui il Polietere Etere Chetone viene utilizzato, lascia che ti spieghi quali sono le sue caratteristiche tecniche.

Polietere etere chetone (PEEK): caratteristiche

A differenza di altri materiali, il Polietere Etere Chetone presenta diverse caratteristiche che lo rendono un polimero estremamente avanzato a livello tecnologico, quali:

  • Basso coefficiente di assorbimento dell’umidità;
  • Buone proprietà di usura e scorrimento;
  • Si presenta più leggero dell’alluminio;
  • Ottime proprietà dielettriche ed isolanti;
  • Buona temperatura di distorsione termica;
  • Eccellente lavorabilità con macchine utensili;
  • Alta resistenza al creep;
  • Elevata resistenza ai raggi gamma e X;
  • Buona resistenza chimica;
  • Ottimo rapporto tra resistenza, resilienza e rigidità;
  • Buona resistenza all’usura;
  • Bassa densità dei gas combusti;
  • Buona resistenza al vapore surriscaldato;
  • Buona resistenza all’idrolisi;
  • Ottima resistenza alla fiamma.

E ora che hai compreso quali sono le principali caratteristiche del Polietere Etere Chetone (PEEK), scopriamo quali sono i suoi campi di impiego.

Polietere etere chetone (PEEK): campi di applicazione

Il Polietere Etere Chetone può essere utilizzato in diversi settori, quali:

  • Meccanico: per la realizzazione di motori per auto, rulli, ingranaggi, tamponi antiusura ecc.
  • Alimentare: può essere impiegato a contatto con gli alimenti in quanto è stato approvato dalla UE e dalla FDA per via delle sue caratteristiche;
  • Biomedico: per la realizzazione di protesi medicali;
  • Elettrico: in quanto presenta ottime proprietà isolanti e dielettriche.

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Fibra di vetro: caratteristiche

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La fibra di vetro viene utilizzata come materiale isolante sia a livello elettrico che termico, in quanto presenta ottime proprietà di resistenza elettrica, meccanica, elevata resistenza alle temperature e non è assolutamente infiammabile.

Tuttavia, queste particolari tecnofibre hanno assunto un ruolo molto più significativo grazie allo sviluppo delle materie plastiche.

Questo perché l’unione tra quest’ultime e la fibra di vetro ha consentito di dar vita alle fibre composite, usate principalmente per produrre carrozzerie d’auto, imbarcazioni, carrozzerie di motocicli, contenitori di vario tipo, ecc.

Inoltre, negli ultimi anni le fibre di vetro vengono impiegate anche per rinforzare i pneumatici radiali.

Detto questo, prima di spiegarti come avviene la produzione della fibra di vetro, lascia che ti spieghi in quali settori viene impiegata di solito.

Fibra di vetro: campi di impiego

Le fibre di vetro trovano largo utilizzo, ad esempio, nel settore aerospaziale, nautico e automobilistico per la produzione di compositi strutturali con matrici differenti (resine sintetiche).

Non vengono, invece, impiegate nella produzione di compositi associati a matrici metalliche o ceramiche, (per le quali vengono preferite altre tipologie di fibre con prestazioni migliori, quali ad esempio fibre di carbonio), a causa dell’alto costo di produzione e per via di problemi a livello tecnologico provocati dall’elevata temperatura in produzione.

E ora che hai compreso le caratteristiche della fibra di vetro e quali sono i settori in cui viene impiegata, vediamo come avviene il suo processo di realizzazione.

Fibra di vetro: processo di realizzazione

La fibra in vetro viene realizzata mediante l’impiego di vetri alla soda e al boro, e durante tale processo le materie prime subiscono una fase di purificazione per poi essere fuse all’interno di appositi forni, ottenendo una massa plastica che verrà poi estrusa e fatta passare attraverso delle filiere in platino.

Per quanto riguarda la preparazione della lana di vetro, invece, quest’ultima si ottiene mediante la fusione di una miscela di vetro e sabbia ad una temperatura di circa 1400°, la quale, successivamente, viene fatta colare per poi essere bagnata con uno spruzzo di legante in grado di aumentare la coesione delle fibre ottenute.

In seguito, tale fibra viene scaldata ad una temperatura di circa 200° e sottoposta a calandratura per donarle maggiore resistenza meccanica e stabilità.

Infine, si passa alla fase di filatura, durante la quale la lana di vetro viene filata, cardata e tagliata in modo da ricavare rotoli, bobine o pannelli.

Per maggiori informazioni sulle caratteristiche della fibra di vetro contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.