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Cosa sono gli idrocarburi e come vengono utilizzati

cosa sono gli idrocarburi

Sentiamo parlare spesso degli idrocarburi, attraverso il telegiornale o sui social spesso si parla del fatto che la lavorazione di tale sostanza può risultare inquinante per l’ambiente.

Ma cerchiamo di capire cosa sono gli idrocarburi, a cosa servono e come vengono utilizzati. Perciò, se anche tu vuoi sapere quale sia l’utilizzo e l’utilità degli idrocarburi, continua la lettura di questo articolo.

Detto questo, vediamo subito di cosa si tratta.

Cosa sono gli idrocarburi?

In sostanza, gli idrocarburi sono molecole che contengono atomi di idrogeno legate ad atomi di carbonio, e in base all’aumento degli atomi di carbonio nella struttura molecolare, si possono ottenere diversi composti idrocarburici.

Infatti, esistono due tipologie principali di idrocarburi, ovvero, saturi e insaturi, e in natura si presentano come:

  • Idrocarburi gassosi (metano, etano, propano);
  • Idrocarburi liquidi (petrolio, benzene);
  • stato solido o semisolido (asfalto).

Ad esempio gli idrocarburi saturi hanno legami singoli tra gli atomi di carbonio, come il metano (CH₄), mentre gli idrocarburi insaturi hanno legami doppi o tripli, come l’etilene (C₂H₄).

Vediamo ora invece, come vengono utilizzate queste molecole.

Come vengono utilizzati gli idrocarburi?

Gli idrocarburi possono essere avere diverse applicazioni, dai carburanti alle materie plastiche fatte da idrocarburi a catena lunga.

 Queste materie plastiche includono il polietilene (PE), polipropilene (PP) e polistirene (PS). Gli idrocarburi possono essere utilizzati anche come solventi, lubrificanti e adesivi.

Dopo averti indicato quali sono le principali caratteristiche degli idrocarburi, scopri tutti i nostri prodotti con queste molecole.

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PE-HMW: Caratteristiche e scheda tecnica

pe-hmw: caratteristiche e scheda tecnica

Il polietilene 500 (PE-HMW) è un tecnopolimero ad alto peso molecolare che presenta un’eccellente resistenza all’usura e alla rigidità.

Presenta inoltre una buona resistenza chimica ed è approvato dalla FDA per le applicazioni a contatto con gli alimenti, è tipicamente utilizzato in bottiglie e contenitori stampati per soffiaggio, serbatoi, tubi stampati in rotazionale, fogli e pellicole estruse, parti stampate a iniezione, fili e tubi.

Detto questo, vediamo ora le caratteristiche e la scheda tecnica del PE-HMW

PE-HMW: Caratteristiche e scheda tecnica

Caratteristiche:

  • è disponibile in gradi standard e ad alta densità;
  •  è disponibile anche in una varietà di colori;
  •  ha una densità di 0,95 g/cm^;
  •  Il polietilene 500 è classificato come resina termoplastica;
  •  Il polietilene 500 è un solido bianco opaco con un punto di fusione di 130-135 gradi C;
  • punto di ebollizione di 350 gradi C.

Settori di applicazione:

  • Industria alimentare, usato nella costruzione di macchine alimentari, pompe per liquidi alimentari;
  • Industria chimica, grazie alla sua alta resistenza agli acidi e alcali;
  • Industria meccanica, grazie al suo basso coefficiente di attrito lo rende idoneo per oggetti meccanici;
  • Industria elettrica, grazie alle sue ottime caratteristiche dielettriche, è sempre più utilizzato.

Proprietà Specifiche del PE-HMW:

  • Resistenza chimica;
  • Buona Versatilità;
  • Adatto al contatto con alimenti;
  • Rigidità.

Colorazioni del PE-HMW:

  • Naturale bianco;
  • Nero;
  • Blu;
  • Verde.

Ora sai che cosa significa PE-HMW e quali sono gli usi e le caratteristiche di questo materiale, se desideri ricevere maggiori informazioni sul Polietilene 500 ad alto peso molecolare rivolgiti ad un’azienda professionale come noi di Mediatec e contattaci ora all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

Policarbonato alveolare: caratteristiche e scheda tecnica

policarbonato alveolare

Il policarbonato viene definito come un polimero dall’elevata versatilità grazie alle sue proprietà di leggerezza, trasparenza e resistenza agli urti.

Ad oggi viene molto utilizzato nel settore dell’edilizia per la realizzazione, ad esempio, di lucernari, finestrature, coperture, elementi divisori e sul mercato si presenta in due varianti, ovvero:

  • Policarbonato compatto;
  • Policarbonato alveolare.

A tal proposito, il policarbonato alveolare è composto da celle sovrapposte (ovvero una struttura ad alveare) in grado di rendere le lastre estremamente leggere, maneggevoli e soprattutto economiche.

Inoltre, tali celle garantiscono una buona trasmittanza termica, a volte, alla pari di quella di una vetrocamera.

E ora che hai compreso cos’è il policarbonato alveolare e qual è la sua struttura continua la lettura di questo articolo perché ora ti spiegherò nel dettaglio la scheda tecnica di tale materiale.

Policarbonato alveolare: scheda tecnica

Il policarbonato alveolare viene considerato come il miglior sostituto del vetro per via delle sue caratteristiche, quali:

  • Ottime proprietà meccaniche;
  • Isolamento termico;
  • Protezione dai raggi UV;
  • Controllo dell’irraggiamento solare.

Inoltre, l’uso che si intende fare dei pannelli in policarbonato alveolare determinano la scelta dello spessore e del formato.

Detto questo, entriamo ora più nel dettaglio:

Caratteristiche:

  • Colore: trasparente, fumé/bronzo, bianco/opal, verde e azzurro (solo con uno spessore di 10 cm);
  • Resistenza agli urti;
  • Curvatura a freddo;
  • Isolamento termico;
  • Resistenza al fuoco;
  • Elevata leggerezza e praticità;
  • Resistenza alla grandine, alle intemperie e agli agenti chimici;
  • Elevata versatilità;
  • Economicità.

Campi di impiego

Il policarbonato alveolare può essere usato per realizzare una vasta gamma di prodotti, quali:

  • Pareti divisorie;
  • Coperture industriali;
  • Shed;
  • Pareti di tamponamento;
  • Tettorie;
  • Pensiline.

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PMMA: caratteristiche e scheda tecnica

pmma scheda tecnica

Il Polimetilmetacrilato (PMMA) è un materiale termoplastico trasparente (simile al Policarbonato) composto da polimeri del metacrilato di metile, estere metilico dell’acido metacrilico, ed è anche conosciuto con il nome commerciale di Plexiglas.

Viene considerato come il polimero più importante del gruppo degli acrilici, in quanto garantisce un’ottima resistenza chimica e una notevole resistenza agli agenti atmosferici, e il suo impiego avviene quando non sono necessarie elevate resistenze all’impatto.

Inoltre, tale polimero ha avuto una grossa importanza durante la seconda guerra mondiale in quanto veniva impiegato per la realizzazione di vetri per aerei e sottomarini, mentre oggigiorno viene usato per realizzare acquari, trapianti medicali o nella chirurgia estetica.

E grazie alle sue caratteristiche di elevata trasparenza e alla sua economicità il PMMA viene spesso impiegato come sostituto del vetro.

Detto questo, vediamo ora la scheda tecnica del PMMA in modo che tu possa avere un quadro completo di tale materiale.

PMMA: scheda tecnica

Caratteristiche:

  • Materiale trasparente e leggero;
  • Peso specifico: 1,2 kg;
  • Temperatura di utilizzo: -0° +70° punte 100°;
  • Elevata rigidità;
  • Buona lavorabilità alle macchine utensili;
  • Possibilità di trovare altri tipi di colori;
  • Può essere deformato a caldo con particolari stampi in legno;
  • È possibile ottenere il taglio lucido attraverso lavorazione.

Difetti:

  • Elevata fragilità;

Campi di applicazione:

In passato veniva spesso impiegato per realizzare protezioni trasparenti, e a causa del suo elevato livello di fragilità veniva usato con spessori molto elevati, ovvero 5 -8 -10 – 15, mentre nel settore meccanico venne sostituito dal policarbonato.

Oggi, invece, trova ancora largo utilizzo nel settore dell’oggettistica espositori di articoli per negozi, arredamento, ingegneristico e ottico. 

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Cosa sono gli elastomeri: tutto ciò che devi sapere

cosa sono gli elastomeri

Gli elastomeri sono dei polimeri naturali o sintetici appartenenti alla categoria dei materiali plastici flessibili i quali, oltre ad essere degli ottimi isolanti, sono in grado di resistere alla deformazione e si possono modellare in diverse forme.

Inoltre, tali polimeri includono gomma naturale/artificiale e si possono utilizzare in diverse tipologie di applicazioni, quali ad esempio:

  • Suole di scarpe da tennis;
  • Ruote di uno skateboard;
  • Come isolamento per coprire i cavi di linee telefoniche e autoparlanti.

E ancora, diverse industrie operanti nel settore automotive, sport, elettronica o fabbriche di catene di montaggio si affidano a componenti realizzati mediante l’uso di elastomeri, in quanto offrono molte proprietà uniche, sono semplici da scolpire durante il loro stato ammorbidito e resinoso e una volta induriti restano impermeabili nella maggior parte dei cambiamenti di temperatura e allo stress, come ad esempio stiramento o compressione.

Detto questo, scopriamo ora quali sono le caratteristiche e i benefici degli elastomeri.

Cosa sono gli elastomeri: caratteristiche e benefici

  • Sotto sforzo si possono allungare da 1 a 10 volte e più;
  • Hanno un basso coefficiente di attrito;
  • Non presentano alcun effetto stick – slip;
  • Presentano buone proprietà di funzionamento a secco;
  • Ottima resistenza all’invecchiamento;
  • Si possono impiegare in applicazioni dinamiche;
  • Possono essere uniti o composti con altre tipologie di materiali per poter rafforzare determinate caratteristiche (plastica dura, metallo, gomma);
  • Una volta deformati sono in grado di tornare alla loro forma iniziale in maniera estremamente rapida grazie alla loro proprietà reticolata;

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Plotter da taglio: cos’è e a cosa serve

plotter da taglio a cosa serve

Un plotter da taglio è una particolare macchinario impiegato per eseguire tagli o incisioni su diverse tipologie di materiali, anche con forme complesse, in quanto è dotato di un’elevata precisione ed è in grado di realizzare diversi tipi di effetti, quali ad esempio goffratura, rilievo, incisioni e fori.

Inoltre, può essere utilizzato in diversi campi di utilizzo per realizzare, ad esempio, grafiche pubblicitarie, stampare progetti architettonici o meccanici, e sul mercato è possibile trovare il plotter da taglio ideale e più adatto alle proprie necessità.

Detto questo, prima di spiegarti come funziona il plotter da taglio lascia che ti parli degli elementi di cui è composto tale macchinario.

Plotter da taglio: com’è fatto

Di solito, un plotter da taglio è composto da un carrello di taglio, un componente essenziale per consentire la movimentazione del foglio e di un pannello di controllo dove vi è tutta la parte dei controlli relativi ai parametri.

Nel carrello, in questo caso, vi è il portalama e la lama, dove quest’ultima, ruotando all’interno del portalama, garantisce un’eccellente rotazione di taglio grazie alla presenza di appositi cuscinetti.

Il carrello, invece, ha il compito di fornire la giusta pressione di taglio mentre l’operatore ha la possibilità di scegliere la lunghezza della lama da utilizzare per poter tagliare con la profondità desiderata.

Inoltre, grazie alla presenza di un rullo zigrinato, il quale consente il movimento del materiale, è possibile eseguire un taglio estremamente veloce e con una precisione costante.

E ora che hai compreso cos’è un plotter da taglio, a cosa serve e da quali elementi è composto scopriamo come funziona tale macchinario.

Plotter da taglio: come funziona

Rispetto ad un plotter dalle normali funzioni, quello da taglio non solo è in grado di disegnare le grafiche desiderate ma consente anche di tracciare quest’ultime intagliandole direttamente.

Inoltre, è essenziale che il plotter sia collegato ad un computer sul quale è installato un programma vettoriale, il quale invierà i disegni al plotter per far sì che quest’ultimo possa in seguito intagliarli sul materiale selezionato.

Il controllo del plotter, invece, è gestito da un driver, il quale consente di scegliere i parametri di lavoro più comuni, quali ad esempio tipo di lama, velocità di lavoro, pressione del taglio ecc., mentre il taglio del materiale avviene mediante l’uso di una lama montata sul plotter, la quale è in grado di eseguire linee e contorni per formare diversi tipi di applicazioni, quali:

  • Insegne;
  • Poster;
  • Scritte;
  • Segnaletiche;
  • Grafica veicolare;
  • Elementi grafici;
  • Floor graphic.

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Policarbonato (PC): scheda tecnica

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Il Policarbonato (PC), nato nel lontano 1928 grazie all’azienda chimica Dupont, viene definito come un polimero termoplastico ottenuto dall’acido carbonio e impiegato in diversi campi di applicazione, spesso in sostituzione al vetro.

Inoltre, viene molto utilizzato nel settore edile, dell’architettura, nelle applicazioni industriali e grazie alla sua eccellente resistenza e versatilità viene considerato come un materiale universale.

Tuttavia, oltre alla resistenza, il policarbonato si distingue da altre tipologie di materiali per via di ulteriori caratteristiche, quali:

  • Trasparenza;
  • Lunga durata nel tempo;
  • Ottime proprietà termiche ed elettriche;
  • Facilità di lavorazione;
  • Elevata leggerezza, quindi facile da trasportare.

E ora che hai compreso cos’è nello specifico il policarbonato vediamo quali sono le sue caratteristiche principali attraverso l’analisi della sua scheda tecnica.

Policarbonato (PC): scheda tecnica

  • Colore: trasparente/opalino/fumé;
  • Temperatura di impiego: -0° + 100°;
  • Peso specifico: 1,2 kg;

Caratteristiche tecniche:

  • Buona lavorabilità alle macchine utensili;
  • Resistente agli acidi, benzina, oli, alcoli, idrocarburi alifatici e all’acqua sotto i 70°;
  • Trasparente e leggero;
  • Buone proprietà isolanti;
  • Ottima sopportazione agli urti e ai carichi pesanti;
  • Proprietà dielettriche;
  • Buona resistenza al vapore e all’abrasione;
  • Possibilità di piegatura a freddo;
  • Ottima versatilità;
  • È stabile a livello dimensionale;
  • Buon isolante termico;

Difetti:

È molto difficile impiegarlo come materiale di protezione per macchine utensili, in quanto viene attaccato dalla presenza di olii e grassi, per cui ti consiglio di usare il Policarbonato protetto

Campi di applicazione:

Viene spesso impiegato nel settore delle protezioni antinfortunistiche per impianti produttivi, dove però non vi è il contatto con prodotti quali grassi, olio e vernici.

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Bachelite: caratteristiche tecniche e vantaggi

come riconoscere la bachelite

La bachelite è una particolare resina dalla colorazione molto scura, ottenuta mediante la reazione di fenolo e formaldeide, molto resistente, leggera e con un’ottima resistenza al calore e agli agenti chimici.

Venne scoperta agli inizi del 1900 da Leo Baekeland, il quale la ottenne in maniera del tutto casuale mentre conduceva dei suoi esperimenti per trovare un materiale derivante della gommalacca.

Inoltre, era il primo materiale termoindurente il quale, una volta liquefatto, colato all’interno di uno stampo, modellato e indurito non poteva più essere riscaldato e rimodellato.

E grazie alle sue caratteristiche, la bachelite venne impiegata in diversi settori industriali, quali ad esempio quello delle comunicazioni, dove vennero realizzati diverse quantità di telefoni, macchine da scrivere, radio, elettrodomestici e un gran numero di utensili.

Detto questo, scopriamo ora quali sono i vantaggi di questo fantastico materiale plastico.

Bachelite: vantaggi

Oltre alle diverse caratteristiche sopracitate della Bachelite, devi sapere che quest’ultima presenta ulteriori benefici a differenza di altre tipologie di materiali, quali:

  • Ottimo isolante elettrico;

La bachelite possiede ottime caratteristiche isolanti termoelettriche, ed è per questo motivo che negli anni 20 i primi telefoni e le prime radio vennero realizzate proprio con questo materiale.

  • Materiale a base ecologica;

La bachelite è composta da una resina impregnata di un materiale riempitivo (come ad esempio legno, mica, grafite, fossile, farina, ecc.), il quale corrisponde di solito alla parte biologica ed eco-friendly della bachelite stessa.

  • Materiale praticamente indistruttibile;

Come detto in precedenza, la bachelite è un materiale estremamente resistente, in quanto una volta fusa, raffreddata all’interno di uno stampo e indurita non può più essere riscaldata e rimodellata.

  • Ideale per qualsiasi cosa;

Oltre al suo impiego per la realizzazione di telefoni, radio, utensili, giocattoli, armi, ecc., la bachelite può essere usata anche come materiale ricercato per l’oggettistica di design e altri tipi di accessori.

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Cosa sono le poliammidi e come vengono applicate

poliammidi

Le poliammidi (nylon) sono dei materiali termoplastici semicristallini (appartenenti alla categoria dei tecnopolimeri) ottenuti dal gruppo amidico CO – NH, i quali vengono utilizzati maggiormente per realizzare elementi ingegneristici.

Inoltre, è possibile ottenere diverse famiglie di poliammidi mediante la modifica della loro struttura chimica, ottenendo sia un gruppo completamente alifatico che aromatico, anche se i due tipi principali di poliammide sono la PA 6 e la PA 66.

Ma, quali sono i campi di impiego delle poliammidi?

Scopriamolo insieme…

Impieghi delle Poliammidi

Trai i diversi settori in cui vengono impiegate le poliammidi, quest’ultime sono usate spesso, ad esempio, nel settore automotive (in particolare la PA 6 e la PA 66), nel quale vengono realizzati diversi componenti quali:

  • Tubi dei freni;
  • Carcasse di batterie;
  • Parafanghi;
  • Coppe dell’olio;
  • Ingranaggi;
  • Guide;
  • Pulegge;
  • Supporti;
  • Ruote;

ecc.

Questo perché sono in grado di ridurre notevolmente il peso del veicolo, il quale a sua volta riduce il consumo di carburante e, di conseguenza, l’inquinamento nell’atmosfera.

In seguito, le poliammidi sono impiegate anche come plastica tecnica, fungendo spesso da copolimeri combinati con altri tipi di materiali.

E tali riempitivi comprendono, ad esempio, fibre di vetro, di carbonio e perle di vetro, aggiungendo anche ritardanti di fiamma e pigmenti.

Inoltre, le poliammidi vengono usate anche come film, ad esempio, per imballaggi alimentari, in quanto presentano una buona resistenza meccanica e sono in grado di creare una sorta di barriera contro l’ossigeno, odori e oli.

Detto questo, è consigliabile evitare l’impiego di tali tecnopolimeri nel settore elettrico a causa del loro livello di igroscopicità.

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Polietere etere chetone (PEEK): caratteristiche e campi di applicazione

Polietere etere chetone

Il Polietere Etere Chetone (PEEK) è un particolare materiale plastico definito “speciale per impieghi ad alte temperature”, in quanto è in grado di resistere alla fiamma, è molto leggero, presenta un’ottima resistenza alla trazione ed è bio – compatibile.

E grazie a tali caratteristiche, viene considerato idoneo per prestazioni ad elevato contenuto tecnologico.

Inoltre, il PEEK viene impiegato soprattutto in mercati di nicchia con un’alta potenzialità di sviluppo superiore rispetto ad altre materie plastiche.

Detto questo, prima di parlarti dei settori in cui il Polietere Etere Chetone viene utilizzato, lascia che ti spieghi quali sono le sue caratteristiche tecniche.

Polietere etere chetone (PEEK): caratteristiche

A differenza di altri materiali, il Polietere Etere Chetone presenta diverse caratteristiche che lo rendono un polimero estremamente avanzato a livello tecnologico, quali:

  • Basso coefficiente di assorbimento dell’umidità;
  • Buone proprietà di usura e scorrimento;
  • Si presenta più leggero dell’alluminio;
  • Ottime proprietà dielettriche ed isolanti;
  • Buona temperatura di distorsione termica;
  • Eccellente lavorabilità con macchine utensili;
  • Alta resistenza al creep;
  • Elevata resistenza ai raggi gamma e X;
  • Buona resistenza chimica;
  • Ottimo rapporto tra resistenza, resilienza e rigidità;
  • Buona resistenza all’usura;
  • Bassa densità dei gas combusti;
  • Buona resistenza al vapore surriscaldato;
  • Buona resistenza all’idrolisi;
  • Ottima resistenza alla fiamma.

E ora che hai compreso quali sono le principali caratteristiche del Polietere Etere Chetone (PEEK), scopriamo quali sono i suoi campi di impiego.

Polietere etere chetone (PEEK): campi di applicazione

Il Polietere Etere Chetone può essere utilizzato in diversi settori, quali:

  • Meccanico: per la realizzazione di motori per auto, rulli, ingranaggi, tamponi antiusura ecc.
  • Alimentare: può essere impiegato a contatto con gli alimenti in quanto è stato approvato dalla UE e dalla FDA per via delle sue caratteristiche;
  • Biomedico: per la realizzazione di protesi medicali;
  • Elettrico: in quanto presenta ottime proprietà isolanti e dielettriche.

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