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Tubi in poliuretano: scopri le nostre proposte

Tubi in poliuretano

Il poliuretano, ottenuto per via di una poliaddizione tra un poli – isocianato e un poliolo, è un particolare polimero molto versatile che consente di realizzare una vasta gamma di prodotti con proprietà isolanti e svariati impieghi diversi.

Parliamo, quindi, di un materiale molto leggero, resistente agli agenti atmosferici e a alcuni agenti chimici.

È molto leggero, ha una lunga durata nel tempo, è impermeabile, quindi non rigonfia e non subisce aggressioni da parte di muffe o batteri, e presenta una struttura cellulare con un’alta percentuale d’ari nel proprio volume.

Inoltre, è un ottimo isolante acustico e termico, non contiene o rilascia componenti pericolosi ed è totalmente privo di sostanze nocive per l’ozono.

E ancora, è un materiale molto versatile (permette di realizzare forme semplici e complesse), può essere verniciato, è integrabile con altri materiali e può essere riciclato.

Detto questo, vediamo ora alcune delle nostre proposte di tubi in poliuretano.

Tubi in poliuretano: alcune delle nostre proposte

  • Tubo superflex PU plu h;
tubi in poliuretano

Tubo in poliuretano con una spirale in acciaio ramato, usato per aspirazioni e passaggio di polveri, truciolari e materiale abrasivo.

Inoltre, presenta una buona flessibilità e può essere impiegato ad una temperatura tra i – 40° ai + 90°.

  • Tubo superflex PU mr soffietto;
tubi in poliuretano

Tubo in poliuretano dotato di una spirale in acciaio ramato, impiegato per eseguire aspirazioni e passaggio di truciolari, polveri e materiale abrasivo.

Inoltre, presenta un’ottima flessibilità e può essere lavorato ad una temperatura tra i -40° e i +90°.

Se desideri ricevere maggiori informazioni sui nostri tubi in poliuretano contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

Tubi in plastica per acqua: perché sceglierli

Tubi in plastica per acqua

Ad oggi i tubi in plastica per acqua, rispetto a quelli in metallo, sono probabilmente una delle soluzioni maggiormente impiegate e ricercate, in quanto presentano una serie di benefici quali alta qualità, lunga durata nel tempo e un prezzo molto conveniente, a differenza dei tubi in acciaio o in alluminio.

E, grazie alle loro caratteristiche tecniche uniche, i tubi in plastica per acqua vengono definiti come uno dei materiali più ottimali per quanto riguarda i processi di installazione di sistemi di alimentazione e riscaldamento dell’acqua.

Inoltre, presentano un alto livello di resistenza e durata e un’elevata facilità di installazione.

Detto questo, vediamo nello specifico quali sono gli altri vantaggi dei tubi in plastica per acqua.

Tubi in plastica per acqua: vantaggi

  1. Elevata resistenza alla corrosione: rispetto ai tubi in acciaio e metallo, quelli in plastica non si arrugginiscono e, di conseguenza, non subiscono deterioramento a causa del flusso di acqua.
  2. Non necessitano di una sostituzione: i tubi in plastica, siccome non si deteriorano dall’esposizione all’acqua, non hanno bisogno di una frequente sostituzione, come può accadere per altre tipologie di materiali. E con un corretto funzionamento, possono durare anche per 50 anni circa.
  3. Garantiscono acqua di ottima qualità: come accennato in precedenza, i tubi in plastica non sono soggetti alla ruggine, questo significa che all’interno dell’impianto idraulico l’acqua rimarrà pulita e innocua. Inoltre, l’acqua non si imbatte in alcun ostacolo, come ad esempio depositi di calcio, per cui i tubi forniranno un’ottima e stabile pressione dell’acqua.
  4. Presentano una buona flessibilità: i tubi in plastica per acqua possono essere trovati facilmente nel terreno per via della loro flessibilità, la quale comporta bassi costi per gli scavi e il ripristino del terreno. Inoltre, nel caso di un cambiamento di temperatura, i tubi in plastica sono in grado di espandersi e contrarsi evitando, quindi, la formazione di crepe o spaccature sulla loro superficie.
  5. Facilità di trasporto e installazione: questo per via del loro peso poco elevato.

Per maggiori informazioni contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

Processo di estrusione materie plastiche

Processo di estrusione materie plastiche

Il processo di estrusione delle materie plastiche è una particolare lavorazione finalizzata alla deformazione della plastica, con lo scopo di produrre pezzi estrusi a sezione costante come ad esempio tubi, barre, lastre, profilati, filamenti per stampanti 3d o film plastici.

Durante il processo di estrusione, le materie plastiche (sotto forma di piccoli granuli) vengono inizialmente fusi tra di loro mediante riscaldamento a specifiche temperature, in seguito vengono modellati e infine subiscono un processo di raffreddamento – consolidamento.

Inoltre, attraverso il processo di estrusione delle materie plastiche si possono lavorare diversi materiali, come ad esempio la gomma, e materiali termoplastici come il PVC, PP, PE, PA, e molti altri.

Processo di estrusione materie plastiche

Vediamo, ora, come avviene nello specifico il processo di estrusione delle materie plastiche.

Il processo di estrusione viene eseguito attraverso un macchinario chiamato estrusore, il quale è progettato per consentire la produzione di prodotti a sezione costante di differente forma e dimensione e in grado di adattarsi a qualsiasi esigenza del cliente.

Il processo si basa sostanzialmente sullo scioglimento del materiale plastico, per poi essere modellato e infine passato attraverso uno stampo a pressione.

Il materiale plastico, in seguito, viene somministrato all’estrusore tramite un dosatore, il quale determina la corretta quantità di materiale da dare al macchinario basandosi sullo spessore del prodotto finale.

Nel momento in cui arriva nella zona di alimentazione (tramoggia) il granulato plastico viene spinto nel macchinario attraverso il movimento di una vita senza fine.

Una volta all’interno, la plastica passerà in un’area di transizione dove si imbatterà in tre fasi, ovvero:

  1. Alta pressione.
  2. Attrito.
  3. Calore (generato da un riscaldatore elettrico).

Per poi essere sciolta e infine malleabile.

In seguito, un cilindro idraulico viene azionato per spingere la plastica fusa all’interno dello stampo, la cui forma varia in base al prodotto che si vuole ottenere. In questo modo, la plastica potrà essere modellata e tagliata su misura.

Per maggiori informazioni contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

Teflon: caratteristiche

teflon caratteristiche

Il Politetrafuoroetilene (PTFE), o meglio conosciuto come Teflon, è un fluoro polimero considerato come una delle materie plastiche più stabili a livello termico. Infatti, fino ad una temperatura di 260° non si rilevano decomposizioni strutturali.

Presenta un basso coefficiente di attrito, elevata resistenza contro gli agenti atmosferici, alto grado di antiadesività, e un’ottima resistenza alle basse e alte temperature.

Inoltre, il Teflon possiede scarse proprietà meccaniche per quanto riguarda trazione e compressione (anche per pesi molto limitati) e viene utilizzato per realizzare guarnizioni.

Teflon: caratteristiche

  • Colore: bianco naturale;
  • Peso specifico: 2,2 kg;
  • Temperatura di utilizzo: -200° +260°;
  • Alta resistenza chimica;
  • Ottima resistenza al calore;
  • Elevate proprietà dielettriche;
  • Massima resistenza ai solventi;
  • Non è infiammabile e non è igroscopico;
  • Basso coefficiente di attrito;
  • Ottime caratteristiche autolubrificanti;
  • Presenta una superficie liscia e antiadesiva;
  • Buona lavorabilità alle macchine utensili;
  • Materiale inerte;
  • Basso coefficiente di trasmissione termica (può essere considerato un isolante termico);

Difetti

  • È un materiale scalfibile;
  • Ha costi e un peso elevati;
  • Presenta un punto di transizione alla temperatura compresa tra i 19° e i 21°, determinato da una modifica della sua struttura cristallina, la quale provoca una variazione del suo volume di circa l’1%.

Settori di applicazione

Date le sue peculiarità, il Teflon può essere impiegato nel settore chimico, farmaceutico, meccanico (dove vengono richieste particolari resistenze ai prodotti chimici, solventi, vapori, antiadesivitàe costanza).

Inoltre, può essere usato senza problemi nel settore alimentare, in quanto (come già accennato) il Teflon è un materiale inerte.

Clicca qui per scoprire i nostri prodotti realizzati in Teflon.

Altrimenti, se desideri ricevere maggiori informazioni sulle caratteristiche del Teflon contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

Fustellatura: significato

fustellatura significato

Nel settore della tipografica esiste un particolare processo in grado di eseguire tagli su materiali sottili e piatti e donargli delle forme molto precise e specifiche.

Stiamo parlando della Fustellatura, una particolare lavorazione (o metodologia di taglio) in grado di realizzare guarnizioni e particolari a disegno.

Lo strumento utilizzato durante questo processo di taglio si chiama fustella, un nastro in acciaio in grado di eseguire un taglio interno o mezzo taglio e realizzare molte tipologie di forme.

Inoltre, esistono 3 tipologie di fustella, ognuna con i propri componenti e piano di lavoro.

Ma prima di parlartene, vediamo quali metodi di taglio esistono oltre alla fustellatura e quali sono i materiali utilizzati.

Metodi di taglio e materiali utilizzati

Oltre alla fustellatura, si possono eseguire altre 2 tipologie di taglio, ovvero:

  • Water jet: un metodo di taglio impiegato per materiali di grande spessore, come ad esempio metalli e fibre composite. Il piano su cui eseguire il taglio può arrivare a un massimo di 4 mt;
  • Plotter: la particolarità di questa metodologia è quella di eseguire tagli veloci e precisi. Durante questo processo, avviene una combinazione tra la lama e la fresa, grazie alla quale è possibile realizzare forme complesse con fori cechi e spigoli vivi.

In questo caso, i materiali che si possono utilizzare sono:

  • Poliuretano;
  • Silicone;
  • Gomma compatta/espansa;
  • Fibre in vetro;
  • Plastica/plastica espansa;
  • Tessuti tecnici;
  • Fibre in carbonio;
  • Feltri;
  • Vetroniti;
  • Esenti amianto;

Tipologie di fustella

Dopo averti spiegato il significato di fustellatura e i metodi di taglio che si possono utilizzare, vediamo ora quali sono i 3 tipi di fustella e come vengono impiegate nella fase di taglio.

  1. Fustella piana (o americana): l’utilizzo di questa fustella avviene su un piano in legno dove vengono montati dei nastri taglienti, e viene usata per tagliare materiali poco resistenti, come la carta. Oltre alla sua funzione di taglio, la fustella piana può anche prevedere dei coordinatori, ovvero dei profili non taglienti in grado di stressare parti di materiale per poi essere piegati.
  2. Fustella rotativa: la fustella viene montata su due cilindri in legno dotati di lame per tagliare il materiale (anche in questo caso parliamo di carta). Tuttavia, a differenza di quella piana, la fustella rotativa è in grado di lavorare superfici molto più voluminose e in minor tempo.  
  3. Fustella forgiata: questa particolare fustella non presenta un piano in legno ma è realizzata totalmente in acciaio. Viene impiegata per eseguire tagli su materiali molto duri, come ad esempio il cuoio, la plastica o altri materiali da un elevato spessore. Inoltre, la fustella forgiata permette di eseguire una fustellatura molto più efficace, in grado di eseguire tagli su materiali più spessi, grazie all’utilizzo di fustellatrici idrauliche.

Isolanti elettrici da noi utilizzati: esempi

isolanti elettrici esempi

Gli isolanti elettrici sono materiali isolanti (elettrici) utilizzati per evitare il passaggio dell’energia all’interno, ad esempio, di impianti elettrici o altri strumenti a conduzione elettrica.

La loro funzione, quindi, è quella di separare gli elementi con tensione opposta ed evitare il passaggio dell’energia.

Oltre agli isolanti elettrici, esiste un’altra tipologia di materiali elettrici, ovvero i conduttori, i quali svolgono la funzione di (lo dice la parola stessa) condurre l’energia attraverso lo strumento utilizzato.

Gli isolanti elettrici, quindi, sono di vitale importanza per evitare che l’energia possa propagarsi oltre il suo limite e impedire eventuali danni o incidenti.

Detto ciò, vediamo ora degli esempi di isolanti elettrici da noi utilizzati:

Isolanti elettrici: esempi

  • Mica: la mica è un materiale con un buon isolamento sia termico che elettrico. Essendo un isolante inorganico ad alta rigidità dielettrica, viene considerato uno dei migliori isolanti elettrici per le macchine elettriche, resistendo molto bene alle temperature.  Tuttavia, non può essere usato per applicazioni dinamiche e non presenta una struttura molto resistente. Viene utilizzato come isolante per trasformatori, dinamo, tubi elettrici, telefoni, elettrodi. (Clicca qui per saperne di più).
  • Vetronite: la vetronite è un materiale composito a base di fibre di vetro molto isolante e resistente e viene impiegato principalmente per realizzare circuiti stampati. È molto leggero, privo di sostanze alogene e possiede un basso livello di tossicità ed emissione di fumi.  Viene utilizzata nel settore della meccanica ed elettrico o come base per schede elettriche (clicca qui per saperne di più).
  • Bachelite: la bachelite è un composito a base di resina fenolica ottenuta da formaldeide e fenolo per sostituzione elettrofila. Viene utilizzata nel campo della meccanica ed energia, ovvero in apparati a bassa tensione, quadri elettrici e supporti. Inoltre, è un ottimo materiale per realizzare boccole, ingranaggi e camme. (Clicca qui per saperne di più).

Per maggiori informazioni contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

Stampaggio poliuretano espanso

stampaggio poliuretano espanso

Lo stampaggio del poliuretano viene definito come un processo di produzione industriale dove viene impiegato un polimero, ottenuto dalla reazione esotermica di due elementi ovvero il poliolo e l’isocianato.

In seguito, i due elementi vengono miscelati in una macchina schiumatrice dove, reagendo, formano una schiuma, la quale viene applicata in uno stampo termoregolato per poi solidificarsi.

Il poliuretano, inoltre, essendo un materiale molto versatile, è molto importante per l’industrializzazione di diverse gamme di prodotti con determinate caratteristiche, in base ai settori di applicazione e ai diversi impieghi.

I settori principali dove viene impiegato il poliuretano sono:

  • Ferroviario;
  • Automotive;
  • Arredamento;
  • Edilizia;
  • Vernici e adesivi;
  • Elettronica professionale e di consumo;
  • Refrigerazione.

Tipologie di poliuretano

Vediamo, ora, quali sono le tipologie di poliuretano, le loro caratteristiche e modalità di impiego:

  1. Poliuretano espanso flessibile: si differenzia per la sua morbidezza, e viene impiegato per materassi e sedili.
  2. Poliuretano integrale: materiale compatto, resistente e usato nel settore automotive, sport e arredamento.
  3. Poliuretano rigido: presenta un alto livello di densità ed è utilizzato come isolante termico e acustico.
  4. Poliuretano semi rigido: elevata resistenza meccanica, usato per carrozzeria, parafanghi e pannelli.

Vantaggi dello stampaggio con poliuretano espanso

Rispetto alle altre tipologie, lo stampaggio con poliuretano espanso presenta alcuni vantaggi, ovvero:

  • Costi minori grazie a tempi di lavoro ridotti e impiego di attrezzature più economiche;
  • Essendo un materiale versatile, è in grado di rispondere alle esigenze dei clienti offrendo varie soluzioni applicative;
  • È in grado di realizzare oggetti di grandi dimensioni dalle forme complesse e particolari, impiegando anche materiali diversi;
  • Consente ai prodotti un ciclo di vita più lungo grazie alle sue caratteristiche meccaniche;
  • È un materiale riciclabile.

Se desideri ricevere maggiori informazioni contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

PE, PP, PTFE: cosa sono e caratteristiche

pe pp ptfe cosa sono

Oggi ti parleremo di tre polimeri da noi trattati, ovvero il PE, il PP e il PTF, spiegandoti cosa sono e quali sono le loro caratteristiche principali.

Ma prima lascia che ti spieghi cosa sono le materie plastiche e quali sono le proprietà di un polimero plastico.

Cosa sono le materie plastiche

Le materie plastiche, o normalmente chiamati polimeri, sono materiali dai bassi livelli di densità, resistenza, rigidezza, conducibilità termica ed elettrica, ma con una buona resistenza all’attacco chimico e un alto coefficiente di dilatazione.

Consentono di ottenere forme complesse in modo molto semplice, senza il bisogno di svolgere operazioni secondarie di finitura superficiale.

Inoltre, vengono utilizzati a temperature non superiori agli 80°C PE,PP, 200°C PTFE,  e non presentano caratteristiche di stabilità dimensionale nel tempo come i metalli.

Proprietà di un polimero plastico

Le proprietà di un polimero plastico dipendono da 3 aspetti principali, ovvero:

  1. La forma e la grandezza delle molecole.
  2. La struttura delle molecole del polimero.
  3. L’organizzazione delle molecole nella struttura del polimero.

A proposito delle molecole polimeriche, quest’ultime si caratterizzano per le loro elevate dimensioni, e sono costituite da un elemento costruttivo di base, ovvero il monomero (una molecola organica composta da atomi di carbonio legati con altri atomi).

PE, PP, PTFE: cosa sono e caratteristiche

  • PE;

Il Polietilene (PE) è un polimero plastico con un elevato livello di densità e impiegato a una temperatura di -30° e +80°.

Presenta un’alta resistenza chimica agli alcali e acidi, elevata resistenza all’abrasione e urti, un basso peso specifico e una buona lavorabilità alle macchine utensili.

Tuttavia, a differenza dei tecnopolimeri, il Polietilene ha resistenze meccaniche, di trazione, compressione e termiche inferiori.

Inoltre, può variare la sua dimensione in funzione della temperatura.

Settori di applicazione: meccanico, alimentare, chimico, elettrico.

  • PP;

Il Polipropilene è un materiale con un’alta resistenza chimica, alla trazione, un basso peso specifico, buona tenuta alla temperatura e lavorabilità.

Tuttavia, presenta una bassa resistenza meccanica, trazione, flessione e compressione. e, a differenza del PE, è più rigido ma meno resistente agli urti.

Settori di applicazione: chimica, meccanico, galvanico e petrolchimica.

  • PTFE;

Il Politetrafuoroetilene è un polimero dall’elevata resistenza chimica, ottima resistenza al calore ed eccellenti proprietà dielettriche.

Non è n’è infiammabile n’è igroscopico, ha una resistenza massima ai solventi, presenta una superficie liscia e antiadesiva e ha una buona lavorabilità alle macchine utensili.

Inoltre, ha una massima resistenza ai solventi, un basso coefficiente di attrito, ottime caratteristiche autolubrificanti e può essere usato come isolante termico per via del suo basso coefficiente di trasmissione termica.

Tuttavia, è un materiale costoso, rispetto al PE e al PP. ha un peso molecolare elevato, facilmente scalfibile.

Settori di applicazione: chimico, farmaceutico, meccanico e alimentare (essendo un materiale inerte).

Per maggiori informazioni contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

Tecnopolimeri: cosa sono e quali utilizziamo

tecnopolimeri cosa sono

Oggi ti parlerò dei tecnopolimeri da noi utilizzati, materie plastiche impiegate per la loro adattabilità a differenti tipologie di lavorazioni e molteplici applicazioni

Ma prima lascia che ti spieghi cosa sono i tecnopolimeri e quali sono i settori in cui vengono impiegati.

I tecnopolimeri sono polimeri molto utilizzati nel settore meccanico per via della loro elevata resistenza e rigidità. Questo comporta, quindi, un loro impiego in sostituzione dei metalli.

Inoltre, presentano un’alta stabilità dimensionale, sono molto facili da lavorare, hanno una forte resistenza ai carichi dinamici, elevata durata nel tempo e buone proprietà meccaniche.

Tecnopolimeri: settori di applicazione

Vediamo, ora, quali sono i settori in cui vengono impiegati i tecnopolimeri:

  • Alimentare;
  • Automobilistico;
  • Meccanico;
  • Industriale;
  • Chimico;
  • Idrico;
  • Energia;
  • Edile;
  • Elettronico;
  • Medicale;

Tecnopolimeri da noi utilizzati

Devi sapere che esistono differenti tipologie di tecnopolimeri, e ognuno presenta differenti caratteristiche tecniche e di impiego.

Vediamoli insieme:

  • PA 6 (Nylon).

Il PA è un polimero cristallino ottenuto dalla polimerizzazione del caprolattame attraverso estrusione.

È un materiale molto economico e facile da lavorare, e per questo viene molto utilizzato nel settore chimico e meccanico.

Ha un’ottima resistenza agli urti, agli agenti atmosferici e un’elevata durata nel tempo.

Non utilizzarlo nel settore elettrico e alimentare (per via della sua igroscopicità).

  • POM – C.

Il POM – C’è un polimero cristallino ottenuto dalla polimerizzazione della Resina Acetalica (Formaldeide).

Viene utilizzato principalmente nel settore meccanico per le lavorazioni di pinze, cuscinetti, ingranaggi, pezzi di precisione e pattini di scorrimento.

Può essere utilizzato anche nel settore alimentare, elettrico (come isolante) e chimico (per la realizzazione di impianti chimici).

Inoltre, ha una forte resistenza alla fatica, agli alcali e ai composti organici.

Rispetto al PA 6, ha meno resistenza alle abrasioni, soprattutto in ambienti poco puliti.

Il Polivinilcloruro (PVC) è un materiale molto impiegato nel settore chimico e meccanico per via della sua forte resistenza chimica, durezza e facilità di lavorazione.

Tuttavia, a causa della sua durezza è molto fragile agli urti e ha una bassa resistenza alla temperatura.

  • PET.

Il PET (o Arnite) è un poliestere termoplastico cristallino.

Grazie al suo basso coefficiente d’attrito, viene utilizzato nel settore meccanico per realizzare elementi di scorrimento, slitte, cuscinetti e guide.

Nel settore elettrico, invece, non essendo igroscopico, viene impiegato come isolatore e per applicazioni termiche. 

Nel chimico presenta una buona resistenza agli acidi e alle soluzioni clorinate, mentre in quello alimentare, essendo un materiale inerte, viene spesso utilizzato.

Infine, è molto fragile agli urti per via della sua durezza.

  • PP.

Il Polipropilene (PP) è un materiale molto impiegato sia nel settore chimico per via della sua elevata resistenza agli acidi e alcali che nel settore meccanico per realizzare componenti meccanici in ambienti corrosivi.

Presenta, inoltre, maggiore resistenza alla temperatura rispetto al PVC, un basso peso specifico ed è facile da lavorare.

Tuttavia, ha una bassa resistenza meccanica ed è poco resistente agli urti.

  • PTFE.

Il Politetrafuoroetilene  (PTFE) è un tecnopolimero utilizzato nel settore chimico, farmaceutico, meccanico e anche alimentare (perché inerte).

Non è un materiale igroscopico e infiammabile, ha un’ottima resistenza ai solventi e ottime caratteristiche autolubrificanti.

Tuttavia, ha un costo e un peso molto elevati ed è anche scalfibile.

  • PMMA.

Il Polimetilmetacrilato viene utilizzato nel settore dell’oggettistica, arredamento e ingegneria.

È un materiale trasparente, leggero, facile da lavorare, e disponibile in diversi colori.

Essendo molto fragile, è stato sostituito dal policarbonato nel settore meccanico.

  • PC.

Come appena accennato, il Policarbonato (PC) è un materiale utilizzato nel settore meccanico, principalmente nel settore delle protezioni antinfortunistiche negli impianti produttivi.

È molto leggero, trasparente e ha un’ottima resistenza agli urti (antisfondamento).

Per maggiori informazioni contattaci all’indirizzo email: info@mediatecsrl.it o al numero: 0423 614169.

Materiali plastici: cosa sono e perché utilizzarli

materiali plastici

Quando parliamo di materiali plastici intendiamo una serie di materiali composti da polimeri organici, ovvero molecole contenenti carbonio in grado di unirsi tra di loro formando delle lunghe catene in cui viene ripetuta la medesima sequenza di atomi.

Inoltre, la plastica è un materiale in grado di essere modellato durante la fase di produzione, e può subire 3 differenti lavorazioni, ovvero:

  • Stampaggio;
  • Fusione;
  • Estrusione in diverse forme (piastre, pellicole, bottiglie, scatole, tubi ecc).

Perché utilizzare i materiali plastici

L’impiego dei materiali plastici, rispetto ad altre tipologie di materiali, comporta una serie di vantaggi, ovvero:

  • Risparmio economico;
  • Elevata disponibilità di tipologie;
  • Autolubrificazione;
  • Elevata durata nel tempo;
  • Ottima lavorabilità per le macchine utensili;
  • Possibilità di differenti tipi di colorazioni;
  • Possibilità di formati con diverse dimensioni;
  • Materiali molto leggeri;

Elenco dei materiali plastici più utilizzati (tecnopolimeri)

Vediamo, ora, quali sono i materiali plastici più impiegati nei processi produttivi:

  1. PVC (Polivinilcloruro).

Caratteristiche:

  • Peso: 1,43 kg;
  • Colore: rosso, nero, grigio, avorio, trasparente;
  • Temperatura di utilizzo: -0° + 60°.

Vantaggi:

  • Alta resistenza chimica (acidi, alcali);
  • Materiale molto rigido e flessibile;
  • Facilità di lavorazione;
  • Possibilità di impiego per saldature su particolari;
  • Possibilità di impiego nel settore meccanico.

Svantaggi:

  • Alta fragilità agli urti;
  • Bassa resistenza alle temperature.
  • PET (Poliestere termoplastico cristallino).

Caratteristiche:

  • Peso: 1,30 kg;
  • Colore: bianco, nero;
  • Temperatura di utilizzo: -20° + 115°.

Vantaggi:

  • Alta resistenza meccanica;
  • Elevata resistenza all’usura;
  • Buona resistenza alla compressione (anche a basse temperature);
  • Forte resistenza;
  • Materiale non igroscopico;
  • Materiale idoneo per settori alimentari;
  • Basso e costante coefficiente di attrito;

svantaggi:

  • Alta fragilità agli urti.
  • PP (Polipropilene).

Caratteristiche:

  • Peso: 0,92 kg;
  • Colore: naturale, grigio;
  • Temperatura di utilizzo: -0° + 100°.

Vantaggi:

  • Alta resistenza chimica;
  • Alta resistenza alla trazione;
  • Ha un basso peso;
  • Facile da lavorare;
  • Può essere utilizzato per eseguire saldature su particolari;
  • Buona resistenza alla temperatura.

Svantaggi:

  • Bassa resistenza meccanica;
  • Poca resistenza agli urti.
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